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2009/11/23 Stand into stand2009/11/17 Anche l’h finaleCon una semplice formula di rito, gli autori possono raccontare nelle loro opere qualsiasi storia abbia attinenza con la realtà, descrivere fatti veri, personaggi esistiti, magari cambiandone il nome. Non ho trovato traccia di questa frase però nell’ultimo romanzo che ho letto, “Chi ha ucciso Sarah?”. L’autore, salutato dalla critica, come uno degli scrittori emergenti, scelto da una sofisticata casa editrice, narra in poche pagine la storia di Sarah, una ragazza della buona borghesia napoletana, che vive in una zona bene della città e che viene trovata morta in piena estate, proprio a ferragosto. Nei giorni successivi si scatena la caccia all’assassino, fino a scoprire che la poverina è morta per un ictus. Purtroppo, anche se in nessun punto del libro e nemmeno nelle interviste all’autore sia minimamente accennato, la vicenda è realmente accaduta. La ragazza si chiamava Deborah e l’h finale è solo uno dei punti in contatto con la storia narrata nel romanzo. Che tristezza.
2009/11/11 La casa del rampanteE’ facile cadere nell’equivoco. Il termine rampante lascia intendere una persona arrivista, che cerca di brillare nella massa, di distinguersi da essa pur restandoci immerso. Invece, leggendo Il barone rampante di Italo Calvino, ho scoperto che il rampante vive in solitaria, sugli alberi, osservando dall’alto il mondo, sentendosene parte ma distante da esso. Confesso che ho avuto da sempre questa aspirazione. La mia casa ideale non era una villa né un ranch ma una casetta di legno sugli alberi come quella di Qui, Quo, Qua. Adesso vivo in una casa con il soppalco, è un po’ un adattamento, né ho uno sgabuzzino in cui nascondermi ma è il mio piccolo mondo.
2009/11/8 Colpo di scenaNella tragedia greca quando le situazioni narrative arrivavano ad una fase di stallo l’autore si inventava un espediente per rimescolare la storia e permetterle di proseguire. Era il deus ex machina (letteralmente il dio dalla macchina) che interveniva a stravolgere la vicenda e portarla a soluzioni inaspettate, ancorché fuori dalla logica fino ad allora seguita. E’ quello che accade anche nelle fiction o nelle soap, dove un personaggio dato per morto risorge, o un documento ritrovato per caso permette di sovvertire una storia. Potrebbe essere una sorta di strano deus anche il giovane prete (permettete il gioco di parole) che ci ha sposati e che ha deciso di abbandonare l’abito. La vita di astinenza non faceva per lui, forse non l’ha mai praticata; tutta la sua attività sacerdotale precedente potrebbe essere annullata e con essa anche il nostro matrimonio. A questo punto, nuovi scenari potrebbero aprirsi! Penso di avere buone possibilità come sceneggiatore.
2009/11/6 Grandi tormenti e piccole manieQuando si lavora in un ambiente chiuso, nel senso che il gruppo di collaboratori è sempre lo stesso e soprattutto non si hanno molte possibilità di contattare altri colleghi, le giornate sembrano delle infinite repliche televisive. In particolare, si ripetono tormentoni e battute che più di ogni altra cosa portano allo sfinimento. Ad esempio tra le mie piccole fissazioni c’è quella di pulire spesso la mia scrivania, il banco di lavoro, la tavola dove consumiamo pasti e caffé, qualche volta i vetri, l’armadietto, e attraversando il corridoio dò pure una passata sulle pareti e sui mobili d’archivio. Puntuale arriva la battuta “quando hai finito passi pure per casa mia?”. Però a volte capita il guizzo che finalmente fa sorridere come quando la consunta ”non ci sono più le mezze stagioni” diventa “non ci sono più le quattro stagioni”. 2009/11/2 Trama virulentaI primi sintomi sono mal di gola e febbre alta. L’epidemia si diffonde rapidamente e si cominciano a contare le prime vittime. Il governo, la stampa, inizialmente cercano di minimizzare l’entità del contagio ma verranno travolti dall’ecatombe mondiale; in pochi giorni scompare oltre il 90% della popolazione del pianeta. Non sta accadendo tutto questo, è solo la trama di un serial “Survivors” che dopo sole tre settimane di programmazione in RAI è stato sospeso. Troppo real tv?
2009/11/1 Figli di chiRitorna in televisione, in un difficile confronto con il passato, la storia di Pinocchio, uno dei primi esempi di figli nati da un solo genitore. Ma la scienza corre e solo pochi giorni fa i quotidiani titolavano che l’ultima scoperta è la possibilità di ottenere spermatozoi e ovociti partendo da cellule staminali embrionali. In questo modo anche dalle persone infertili si potrebbe realizzare la fecondazione. Detta così sembrerebbe che in futuro si potranno avere figli senza genitori. Per ora ci son solo genitori senza figli. 2009/10/31 SilenzioDa qualche giorno Milano ospita una ricca mostra delle opere di Edward Hopper, pittore del realismo americano. I suoi quadri sono essenziali, privi di dettagli, esprimono inquietudine. I suoi personaggi sono muti, anche quando sono ritratti in compagnia; molti sembrano aspettare qualcosa, seduti su un letto o su un divano, al bar o al lavoro. Spesso sono davanti a una finestra o su un balcone, scrutano l’esterno del loro mondo con disinteresse, lasciando intendere tuttavia che non si aspettano molto altro dalla vita. Dal 16 febbraio la mostra sarà a Roma.
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2009/10/30 Capolavori uniciIl difficile per un artista, sia esso un pittore o uno scrittore, non è realizzare il capolavoro; tanto prima o poi, se il talento c’è, verrà fuori.
Il dramma vero dell’autore è tenere alto il livello artistico, soddisfare la bramosia del cliente, del lettore, del committente, di tutti quelli che si aspettano qualcosa di pari valore, o addirittura di meglio, ma che puntualmente li deluderà, perché il confronto non regge.
Meglio mantenersi su uno standard medio, in cui tutte le opere hanno un valore elevato ma nessuna spicca.
In questi giorni è in uscita il nuovo romanzo di Nick Hornby, lo scrittore inglese che dopo “Alta fedeltà” non è riuscito, per me a produrre un romanzo degno della stessa fama, un po’ perché alcuni tentativi sono andati a male (come diventare buoni, non buttiamoci giù) oppure perché si è concesso il lusso di divertirsi con elenchi e ricordi (31 songs, una vita da lettore).
Nel frattempo la mia libreria è cresciuta di alcuni titoli “Le anime grigie” di Philippe Claudel su consiglio di un amico, “Chi ha ucciso Sarah” di Andrej Longo perché è uno scrittore emergente e infine “Zia Mame” di Patrick Dennis grazie al passaparola e soprattutto perché Adelphi non delude mai.
2009/10/25 DecisionismiAvevo deciso di iscrivermi di nuovo in palestra e non l’ho fatto per pigrizia.
Avevo deciso che un giorno sarei andato da solo al cinema ma non ho mai trovato il coraggio.
Avevo deciso che non avrei tollerato più il dialetto napoletano e ho comprato il cd di Antonella Morea.
Avevo deciso di andare a votare per le primarie del PD ma non l’ho fatto.
Avevo deciso di seguire un corso di dizione, un corso di tango, un corso da sommelier ma li ho trovati lontani da me.
Avevo deciso di cambiare casa, quartiere, città, regione ma non mi è sembrato il momento.
Avevo deciso di leggere la “Recherche” ma era uno scherzo a me stesso.
Avevo deciso di tornare dagli amici virtuali a quelli reali ma non ho trovato nessuno.
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Frammenti sparsi
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