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Maumozio

diversamente napoletano
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11/29/2009

Novità

Comincio a detestare questa parola che ormai ha sostituito i tradizionali saluti quando incontro qualcuno. So benissimo che in tutti, parenti e amici, colleghi e conoscenti, l’attesa è forte ma purtroppo (o per fortuna) è minima rispetto all’ansia di chi la sta vivendo sulla propria pelle. Il problema sta nella difficoltà di rispondere “nessuna” cercando di far capire che non dipende da noi né da oscure trame che impediscono di concludere un percorso iniziato da tre anni quasi. Talvolta viene da sorridere quando nel timore di usare termini impropri qualcuno parla di “quella situazione” oppure accenna all’età che avanza e sembra renderci sempre più inadeguati al ruolo.

Come se non sapessero del fragore che scatenerà la notizia, quando arriverà.

11/26/2009

La politica delle parole

Le parole in politica sono fondamentali ma oggi per fare politica in Italia bisogna conoscere solo alcune frasi essenziali, segno che, dalla democrazia ateniese a quella  italiana, il bagaglio di espressioni si è ridotto a poche, significative battute, come queste:

Assalto alla diligenza: da usare in occasione della presentazione di una legge finanziaria

Avvelenare i pozzi: per accusare la parte avversa 

Eredità della passata legislatura: per scaricare sugli altri le proprie inefficienze

Fare quadrato: per proteggere, in gruppo, un proprio collega di schieramento

La coperta è corta: per ridurre gli appetiti economici e politici

Come sono lontani i tempi delle “convergenze parallele”.

11/23/2009

Stand into stand

La concomitanza degli eventi è strabiliante.

Starò poco nello stand perché stando, per lavoro, starò anche

 

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11/17/2009

Anche l’h finale

Con una semplice formula di rito, gli autori possono raccontare nelle loro opere qualsiasi storia abbia attinenza con la realtà, descrivere fatti veri, personaggi esistiti, magari cambiandone il nome.

Non ho trovato traccia di questa frase però nell’ultimo romanzo che ho letto, “Chi ha ucciso Sarah?”.

L’autore, salutato dalla critica, come uno degli scrittori emergenti, scelto da una sofisticata casa editrice,  narra in poche pagine la storia di Sarah, una ragazza della buona borghesia napoletana, che vive in una zona bene della città e che viene trovata morta in piena estate, proprio a ferragosto. Nei giorni successivi si scatena la caccia all’assassino, fino a scoprire che la poverina è morta per un ictus.

Purtroppo, anche se in nessun punto del libro e nemmeno nelle interviste all’autore sia minimamente accennato, la vicenda è realmente accaduta. La ragazza si chiamava Deborah e l’h finale è solo uno dei punti in contatto con la storia narrata nel romanzo.

Che tristezza.

 

 

11/11/2009

La casa del rampante

E’ facile cadere nell’equivoco. Il termine rampante lascia intendere una persona arrivista, che cerca di brillare nella massa, di distinguersi da essa pur restandoci immerso. Invece, leggendo Il barone rampante di Italo Calvino, ho scoperto che il rampante vive in solitaria, sugli alberi, osservando dall’alto il mondo, sentendosene parte ma distante da esso. Confesso che ho avuto da sempre questa aspirazione. La mia casa ideale non era una villa né un ranch ma una casetta di legno sugli alberi come quella di Qui, Quo, Qua. Adesso vivo in una casa con il soppalco, è un po’ un adattamento,  né ho uno sgabuzzino in cui nascondermi ma è il mio piccolo mondo.

 

11/8/2009

Colpo di scena

Nella tragedia greca quando le situazioni narrative arrivavano ad una fase di stallo l’autore si inventava un espediente per rimescolare la storia e permetterle di proseguire. Era il deus ex machina (letteralmente il dio dalla macchina) che interveniva a stravolgere la vicenda e portarla a soluzioni inaspettate, ancorché fuori dalla logica fino ad allora seguita.

E’ quello che accade anche nelle fiction o nelle soap, dove un personaggio dato per morto risorge, o un documento ritrovato per caso permette di sovvertire una storia. Potrebbe essere una sorta di  strano deus anche il giovane prete (permettete il gioco di parole) che ci ha sposati e che ha deciso di abbandonare l’abito. La vita di astinenza non faceva per lui, forse non l’ha mai praticata; tutta la sua attività sacerdotale precedente potrebbe essere annullata e con essa anche il nostro matrimonio. A questo punto, nuovi scenari potrebbero aprirsi!

Penso di avere buone possibilità come sceneggiatore.

 

11/6/2009

Grandi tormenti e piccole manie

Quando si lavora in un ambiente chiuso, nel senso che il gruppo di collaboratori è sempre lo stesso e soprattutto non si hanno molte possibilità di contattare altri colleghi, le giornate sembrano delle infinite repliche televisive. In particolare, si ripetono tormentoni e battute che più di ogni altra cosa portano allo sfinimento.

Ad esempio tra le mie piccole fissazioni c’è quella di pulire spesso la mia scrivania, il banco di lavoro, la tavola dove consumiamo pasti e caffé, qualche volta i vetri, l’armadietto, e attraversando il corridoio dò pure una passata sulle pareti e sui mobili d’archivio. Puntuale arriva la battuta “quando hai finito passi pure per casa mia?”.

Però a volte capita il guizzo che finalmente fa sorridere come quando la consunta ”non ci sono più le mezze stagioni” diventa “non ci sono più le quattro stagioni”.

11/2/2009

Trama virulenta

I primi sintomi sono mal di gola e febbre alta.

L’epidemia si diffonde rapidamente e si cominciano a contare le prime vittime.

Il governo, la stampa, inizialmente cercano di minimizzare l’entità del contagio ma verranno travolti dall’ecatombe mondiale; in pochi giorni scompare oltre il 90% della popolazione del pianeta.

Non sta accadendo tutto questo, è solo la trama di un serial “Survivors” che dopo sole tre settimane di programmazione in RAI è stato sospeso.

Troppo real tv?

 

 

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11/1/2009

Figli di chi

Ritorna in televisione, in un difficile confronto con il passato, la storia di Pinocchio, uno dei primi esempi di figli nati da un solo genitore. Ma la scienza corre e solo pochi giorni fa i quotidiani titolavano che l’ultima scoperta è la possibilità di ottenere spermatozoi e ovociti partendo da cellule staminali embrionali. In questo modo anche dalle persone infertili si potrebbe realizzare la fecondazione. Detta così sembrerebbe che in futuro si potranno avere figli senza genitori.

Per ora ci son solo genitori senza figli.

10/31/2009

Silenzio

Da qualche giorno Milano ospita una ricca mostra delle opere di Edward Hopper, pittore del realismo americano.

I suoi quadri sono essenziali, privi di dettagli, esprimono inquietudine. I suoi personaggi sono muti, anche quando sono ritratti in compagnia; molti sembrano aspettare qualcosa, seduti su un letto o su un divano, al bar o al lavoro. Spesso sono davanti a una finestra o su un balcone, scrutano l’esterno del loro mondo con disinteresse, lasciando intendere tuttavia che non si aspettano molto altro dalla vita.

Dal 16 febbraio la mostra sarà a Roma.

 

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