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    11/6/2009

    Grandi tormenti e piccole manie

    Quando si lavora in un ambiente chiuso, nel senso che il gruppo di collaboratori è sempre lo stesso e soprattutto non si hanno molte possibilità di contattare altri colleghi, le giornate sembrano delle infinite repliche televisive. In particolare, si ripetono tormentoni e battute che più di ogni altra cosa portano allo sfinimento.

    Ad esempio tra le mie piccole fissazioni c’è quella di pulire spesso la mia scrivania, il banco di lavoro, la tavola dove consumiamo pasti e caffé, qualche volta i vetri, l’armadietto, e attraversando il corridoio dò pure una passata sulle pareti e sui mobili d’archivio. Puntuale arriva la battuta “quando hai finito passi pure per casa mia?”.

    Però a volte capita il guizzo che finalmente fa sorridere come quando la consunta ”non ci sono più le mezze stagioni” diventa “non ci sono più le quattro stagioni”.

    8/19/2009

    Alcuni motivi plausibili

    In questi ultimi giorni la mania del superenalotto ha contagiato tutti gli italiani, e non solo. Eppure il demone del gioco non riesce proprio a impossessarsi della mia anima, riesco a essere indifferente a questa frenesia,  chiedendomi tuttavia quali possano essere le ragioni:
    1. sono apatico, vorrei ma non riesco a smuovermi, e quindi rinuncio.
    2. sono incapace: non so giocare nemmeno al lotto.
    3. sono tirchio: se ogni giocata costa almeno cinque euro, moltiplicato per i giorni in cui si può giocare, per le settimane, per i mesi, si arriva a una discreta somma.
    4. sono fatalista: se è destino che debba diventare miliardario, mi capiterà senza che io faccia nulla.
    5. sono pessimista: tra milioni di combinazioni possibili, la mia non vincerebbe mai.
    6. sono snob: è un gioco popolare.
    7. sono sospettoso: questa è solo una manovra per portare soldi nelle casse dello stato.
    Ce ne saranno ancora altri.
     

    7/2/2009

    Stare senza indumenti da lavoro

    A volte basta un accento per modificare il corso delle cose.
    In un momento di crisi generale delle aziende ce n’è una in cui una stravagante iniziativa pare abbia contribuito a rilanciare la produttività e salvarla dal fallimento.
    Chissà quanti avrebbero il coraggio di mettersi a nudo pur di salvare il proprio posto di lavoro e quello dei colleghi.
     

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    5/28/2009

    Noi naviganti

    Sono riuscito a passare indenne dalle discussioni infinite sui telefonini, sulle offerte e sui nuovi modelli, perché ormai il mercato e le nostre tasche sono saturi; ma l’uomo comune riesce sempre a trovare altri argomenti di conversazione che mi spiazzano. Come le più recenti sull’argomento  “il navigatore” che ormai è  una moda/mania oltre ogni limite. Qualche settimana fa, abbiamo incontrato una coppia di conoscenti che vagava per il centro di Napoli a piedi, con il navigatore in mano a mo’ di bussola, eppure non riuscivano a trovare il posto che cercavano. Però anche io l’ho desiderato, oggi, sperduti tra le montagne dell’Irpinia a cercare un convento dove stavano per sposarsi due amici nostri. Alla fine il mio naso da esploratore ci ha portato come sempre a destinazione, forse ci avremmo messo meno tempo ma vuoi mettere il gusto della scoperta?

    5/8/2009

    Segnali d’estate

    L’arrivo imminente dell’estate si vede da piccoli segnali.
    La televisione si appresta a tirare fuori le varie trasmissioni da mandare in replica e a scongelare le ultime mummie da riproporre in qualche serata estiva.
    I giornali scandalistici si preparano alle vacanze dei vip mentre quelli più impegnati si sforzano di trovare nuovi interrogativi su cui scrivere un bell’articolo magari con l’intervento di studiosi o personaggi famosi. Proprio oggi il Venerdì di Repubblica rispolvera l’antico dilemma “vi fidereste di qualcuno incontrato su internet?”
    Ma basta! Siamo avanti di anni e ancora c’è qualcuno che se lo chiede!

    Come potrei non fidarmi di te?

     

    4/22/2009

    Vassalli, valvassori e valvassini

    Questa sequenza è una di quelle cose che meglio si ricordavano a scuola quando si studiava il feudalesimo e le relazioni tra i vari gradi delle gerarchie di potere. Ma non sembra storia tanto remota se schiere di personaggi, protagonisti, comparse e figuranti si affannino ancora oggi a dimostrare che sono sempre pronti a servire e difendere il signore. Soprattutto quando l’oggetto di una scherzosa battuta di un anziano mago, è proprio lui, il signore che pure non risparmia battute e lazzi da avanspettacolo.
    E io che ancora mi chiedevo come si potessero affidare programmi televisivi a certe persone.
     
    3/16/2009

    Frutta di mare

    Deve esserci una spiegazione plausibile al fatto che il nome scientifico della cozza sia Mytilus galloprovincialis mentre quello dalla vongola sia Venus gallina.

    E qualcuno dovrebbe dire a quel tale che ha dato il nome "seafruits", letteralmente frutta di mare, al suo negozio, che invece lì si vendono shellfish.

     

    3/10/2009

    Bancomatto

    Tra le piccole e grandi dipendenze del mondo contemporaneo credo che l'uso del bancomat sia per me (e non solo per me) una delle più terribili perchè mi ha abituato a spendere senza denaro.
    A parte la pericolosità del gesto che potrebbe causare svuotamenti repentini del conto corrente, già di per sé smilzo, il mio problema è che mi sono disabituato a usare le banconote per cui uso solo il bancomat, anche per spese minime dell'ordine dei dieci euro.
    Purtroppo dopo l'ultimo acquisto ho notato che le due spaccature sulla tessera dovute all'uso smodato e continuo si stanno per incontrare giusto al centro, per cui dovrò recarmi in banca per chiederne la sostituzione; solo che passeranno alcuni giorni prima di ricevere il nuovo.
    Sarò costretto a limitare le spese o a passare vicino a uno di quegli sportelli bancomat magici, di quelli che regalano denaro.
     

     

    2/19/2009

    Son cose che di questi tempi

    Non so da dove sia partita la notizia, quale sia stato l'evento che ha scatenato un così intenso passaparola.
    Di certo troppi in giro pensano che io abbia bisogno di un prestito e quindi di continuo mi arrivano lettere, telefonate e persino sms in cui mi vengono proposte vantaggiosissime possibilità di finanziamento.
    Ma il sospetto che sotto sotto si nasconda una fregatura viene suffragato dall'offerta di una banca, pure famosa, che mi suggerisce una rata "bassotta".
    Il pensiero alla mitica Banda Bassotti corre veloce.
     

     

    2/1/2009

    Da un posto al sole all'eredità

    Un ricco imprenditore scopre di avere una figlia, un avvocato sindacalista, e decide di riconoscerla contro il volere della moglie. Accade che l'uomo muoia prima di riuscire a realizzare il suo desiderio; i suoi resti vengono cremati e la moglie faccia sparire ogni documento che possa testimoniare la paternità negata. Alla figlia non resta che rinunciare.
    Questa è una delle tante storie che si intrecciano nella più longeva soap italiana, "un posto al sole", e uno immagina che siano frutto della fantasia, poi apre il giornale e legge una storia simile.
    Un ricco editore sa di aver avuto due figli da una donna sposata che non lo ha mai rivelato a nessun altro, e in tarda età decide di riconoscere i due figli. Accade che l'uomo muoia prima di riuscire a realizzare il suo desiderio; i suoi resti vengono cremati. I figli decidono di proseguire le pratiche legali per il riconoscimento di paternità mentre l'unica figlia riconosciuta, frutto di un'altra relazione, per ora rimane l'unica erede.
    Le due storie sono molto simili, con tante differenze per la maggior parte non significative, tranne una, perché se nel primo caso la ragazza non aveva mai avuto un padre, nel secondo, un padre seppure non biologico c'è stato, purtroppo sarà disconosciuto, ma non per "l'eredità". Almeno così dicono.
     
    Arrivederci alla prossima puntata.
     

      

    12/23/2008

    Della mestizia rivestita d'oro e d'argento

    Questo avrebbe potuto essere il Natale più bello della mia vita ma nemmeno quest'anno c'è riuscito. C'è un'atmosfera di mestizia e di nostalgia, di grandi dispiaceri e piccoli fastidi che rendono più difficile la vita quotidiana. C'è l'attesa per un progetto che non si riesce a completare e la incapacità di essere felici per quello che si è realizzato perchè sembra sempre che qualcosa o qualcuno stiano lì a spezzare la linea della tranquillità.
    Sarà l'età, come dicevo con Virginia, che adesso mi fa vedere tutto l'artificiale che caratterizza queste feste, che non mi fa più brillare gli occhi per i preparativi, gli addobbi, la riunioni familiari, che mi rende tutto insopportabilmente già visto, già vissuto, che non mi fa desiderare nessun regalo di Natale.
    Leggevo la descrizione di Ross della magia del Natale che è solo nei ricordi d'infanzia, leggevo da Kalispera di quella strana sensazione che ci assale in questi giorni, leggevo da Alberto dell'albero di Natale che nessuno vuol fare e che son tutti pronti a criticare ma inesorabile si ripropone tutti gli anni. E anche io l'ho fatto quest'anno, perché la tradizione è più forte dello stato d'animo, anche se abbiamo deciso di tenere le lucine spente.
    A Natale si ripeteranno i soliti gesti, le invariabili usanze, le immancabili formalità, ognuno al suo posto, con i ruoli ben assegnati, come ha ricordato Clelia, perfetta interprete dello spirito natalizio che trova la sua massima rappresentazione nella tavolata.
    Adesso comincio a comprendere Ebenezer Scrooge ma non vorrei diventare come lui.

    Buon Natale.

     

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    11/30/2008

    Compagni di viaggio

    Viaggiare da soli è noioso, anche se per lavoro e per piccoli spostamenti. Lo è soprattutto se la persona che ti siede accanto in aereo o in treno non ti ispira simpatia, e a me capita regolarmente. Ma il peggio viene quando c'è qualcuno che per forza vuole parlare. L'ultima volta mentre scambiavo due chiacchiere con il mio vicino sugli operatori dei call center che importunano a qualsiasi ora del giorno, un terzo passeggero si è inserito per perorare la causa di quei lavoratori e per parlarci delle carte "revolver", quelle carte di credito che consentono di rimborsare a rate il saldo di fine mese.
    Alla fine ho scoperto che lui era un operatore di una compagnia telefonica e soprattutto che le carte di credito si chiamano "revolving"; un revolver sarebbe stato più utile in quel caso. 

    revolver 

    10/1/2008

    Religione da barbieri

    Non è cosa buona e giusta fare ironia sulla chiesa né sulle religioni in generale, perché di questi tempi magari non si  riceve più una scomunica ma una fatwa si rischia di prendersela.
    Però non posso fare a meno di sorridere se un conoscente neo adepto di quelle pseudo-sotto-sette del cristianesimo per fornire argomenti convincenti allo scopo di portare altri fratelli nella grande casa o nella torre di guardia, mi dice che devo credere alla resurrezione dei capelli e anche dei denti.
    Lo so è una motivazione troppo accattivante ma il mio scetticismo è più forte.

    capelli

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    9/23/2008

    Infanzia negata

    Oggi avrei voluto scrivere due righe sullo scandalo "melamina" nel latte. All'inizio sembrava dicessero melanina e qualcuno avrà pensato che in questo modo si potevano avere dei figli già abbronzati ma la situazione è ben più grave. Migliaia di bambini avvelenati, molti in maniera irreversibile, per una frode alimentare che ha investito il mercato cinese ma che, malgrado le rassicurazioni, potrebbe coinvolgere anche altri paesi. Questi sono crimini contro l'umanità perché minano intere generazioni e come tali andrebbero puniti, meglio se evitati.
    E di infanzia negata, in questi giorni se ne parla tanto nella blogsfera, perché a partire dalla mail della madre di un bambino maltrattato duramente in un supermercato durante il tour delle auto del film Cars si è scatenato un fiume di commenti e di post sull'argomento, caratterizzati dalla indignazione e dalla comprensione verso le vittime di questa vergognosa discriminazione, a cui non si può non associarsi.
    Ma in fondo è spaventoso vedere l'onda di proteste contro il supermercato e le minacce di boicottaggio, che se fosse stato un negozietto avrebbe già chiuso. Forse i gestori avranno le loro colpe nella scelta di questo personale e nella mancata sorveglianza di quanto stava accadendo, e almeno adesso, dopo una telefonata stanno cercando di riparare quantomeno al danno.
    Una riflessione sola, sulle decine di persone che erano lì presenti, possibile che nessuno sia intervenuto? Nemmeno la compassionevole guardia giurata che avrebbe potuto rivolgersi a qualche superiore? Temo che tutti siamo pronti a indignarci con le parole ma poi a girarci dall'altra parte o fingere di non aver sentito.

    cars

     

    9/9/2008

    Pareti d'ufficio

    L'aspetto più triste degli uffici è il tentativo da parte degli impiegati, di dare una parvenza di familiarità o di tocco artistico alle pareti degli ambienti di lavoro.
    Così in alcune stanze abbondano le cartoline dalle vacanze inviate dai colleghi con frasi spiritosissime tipo "mentre voi lavorate io mi diverto" e che sistematicamente arriva due settimane dopo il rientro del simpaticone che rischia addiritttura di riceverla nelle proprie mani dalla solerte efficienza dell'ufficio smaltimento posta dell'amministrazione.
    Oppure ci sono le stanze museo, dove vengono piazzate tutte le orrende riproduzioni di fotografie d'epoca con i mestieri scomparsi o di quadri e gouaches che col tempo ingialliscono ancor di più e si rattrappiscono.
    I più sentimentali mettono invece le foto dei loro figlioletti, che nel frattempo sono diventati dei marcantoni.
    Il collega che vuole far sfoggio di cultura dissemina i muri di fogli A4 con stampati gli aforismi  di personaggi famosi che fanno sorridere il primo giorno ma che nessuno leggerà mai più, nemmeno gli estranei, e su cui si scriveranno appunti, parolacce, indirizzi, numeri di telefono del bar o della pizzeria.
    L'apoteosi, infine, è data dalle frasi prese dalle mattonelle in vendita nei peggiori negozi di souvenir tipo "i colleghi sono come i fagioli, parlano dietro" in cui l'impiegato esprime tutta una sottile ironia sul caloroso ambiente in cui lavora.
     
    mangiatore di fagioli
     
    8/11/2008

    I viaggiatori della sera

    Nel giro di poche ore la notizia che il presidente del consiglio non sia andato in Cina perchè troppo vecchio, la protesta degli autisti altoatesini contro i passeggeri anziani e la ribellione dei turisti in Sardegna contro la prepotenza dei ricchi e cafoni, mi hanno fatto ricordare un film con Ugo Tognazzi e Ornella Vanoni.
    La storia è tra la fantascienza e il grottesco; in un mondo governato dai giovani, i vecchi sono avviati festosamente verso un viaggio senza ritorno.
    Mia nonna, gran fascistona, diceva sempre che "Musullin" ai vecchi gli voleva tagliare la testa.
    Chissà se era vero, e poi vecchia era pure lei, magari farneticava.

    8/5/2008

    Sepolta viva

     
    Con un pensiero rivolto ai pochi che l'hanno conosciuta, un omaggio a alla sepolta viva.
      corona
     
    (notizia gentilmente fornita dall'amico Nicola)
     
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    8/4/2008

    Homophily

    Malgrado il titolo possa indurre a pensarlo, questo post non è un tentativo di outing.
     
    Qualche mese fa nelle parti alte della blogsfera è partita la discussione sul concetto di homophily. Ne ha parlato per primo Ethan Zuckermann che ha rilanciato il dibattito sull'homophily, termine coniato nel 1954, pubblicando un lungo post sul suo blog.
    Il dubbio è sul perché tendiamo a conoscere e frequentare tutti quelli che la pensano come noi e la rete in questo ci costringe quasi a cercare persone che abbiano i nostri stessi gusti. Da Anobii che indica quanti hanno letto il nostro stesso libro ai profili dei blog che riportano un elenco delle caratteristiche di ciascuno di noi così da farci riconoscere almeno in qualcuna. Alla fine il rischio è di ritrovarsi in una riserva, con persone che la pensano come te, quasi una setta che non ammette intromissioni da parte di chi porta differenza e quindi scompiglio.
    Per fortuna tutto questo è bilanciato dalla serendipity, dalla sorpresa di scoprire qualcosa mentre se ne sta cercando un'altra. Ed è quello che succede perché per quanto possiamo scegliere amici simili a noi questi avranno tante altre qualità.
    L'importante è essere pronti ad incontrare gli altri e ad essere aperti nell'accettare anche quello che non va nella direzione delle nostre aspettative. E questo è difficile.
    pap 
    7/2/2008

    Vita da cani

     
    Una volta l'unico scopo di vita di un cane era mettersi disteso al sole a riposare beato.
    Adesso leggo di cani denunciati per stupro, cani oggetto di pesanti attenzioni da parte di zoofili, cani contesi tra marito e moglie dopo una separazione, cani al centro di beghe per eredità, cani in cerca di affari, cani costretti a partecipare a umilianti concorsi...altro che vita da cani, questa è vita da uomini!
    DSCN2211 
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    6/23/2008

    Manca la parola

     
    Da una breve conversazione con Micky è emerso che in italiano non esiste una parola corrispondente al francese "metissage" che equivale poi all'inglese "melting pot". Questo la dice lunga sull'arretratezza culturale nel nostro paese in materia di integrazione e fusione tra popoli.
    Se la famiglia è una piccola cellula della società, noi ci stiamo provando a rendere la nostra multietnica; sperando che il contesto sociale migliori nel tempo.

    vietvmauviet3