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    11/11/2009

    La casa del rampante

    E’ facile cadere nell’equivoco. Il termine rampante lascia intendere una persona arrivista, che cerca di brillare nella massa, di distinguersi da essa pur restandoci immerso. Invece, leggendo Il barone rampante di Italo Calvino, ho scoperto che il rampante vive in solitaria, sugli alberi, osservando dall’alto il mondo, sentendosene parte ma distante da esso. Confesso che ho avuto da sempre questa aspirazione. La mia casa ideale non era una villa né un ranch ma una casetta di legno sugli alberi come quella di Qui, Quo, Qua. Adesso vivo in una casa con il soppalco, è un po’ un adattamento,  né ho uno sgabuzzino in cui nascondermi ma è il mio piccolo mondo.

     

    11/8/2009

    Colpo di scena

    Nella tragedia greca quando le situazioni narrative arrivavano ad una fase di stallo l’autore si inventava un espediente per rimescolare la storia e permetterle di proseguire. Era il deus ex machina (letteralmente il dio dalla macchina) che interveniva a stravolgere la vicenda e portarla a soluzioni inaspettate, ancorché fuori dalla logica fino ad allora seguita.

    E’ quello che accade anche nelle fiction o nelle soap, dove un personaggio dato per morto risorge, o un documento ritrovato per caso permette di sovvertire una storia. Potrebbe essere una sorta di  strano deus anche il giovane prete (permettete il gioco di parole) che ci ha sposati e che ha deciso di abbandonare l’abito. La vita di astinenza non faceva per lui, forse non l’ha mai praticata; tutta la sua attività sacerdotale precedente potrebbe essere annullata e con essa anche il nostro matrimonio. A questo punto, nuovi scenari potrebbero aprirsi!

    Penso di avere buone possibilità come sceneggiatore.

     

    10/25/2009

    Decisionismi

    Avevo deciso di iscrivermi di nuovo in palestra e non l’ho fatto per pigrizia.
    Avevo deciso che un giorno sarei andato da solo al cinema ma non ho mai trovato il coraggio.
    Avevo deciso che non avrei tollerato più il dialetto napoletano e ho comprato il cd di Antonella Morea.
    Avevo deciso di andare a votare per le primarie del PD ma non l’ho fatto.
    Avevo deciso di seguire un corso di dizione, un corso di tango, un corso da sommelier ma li ho trovati lontani da me.
    Avevo deciso di cambiare casa, quartiere, città, regione ma non mi è sembrato il momento.
    Avevo deciso di leggere la “Recherche” ma era uno scherzo a me stesso.
    Avevo deciso di tornare dagli amici virtuali a quelli reali ma non ho trovato nessuno.
     

     
     
    10/23/2009

    Fuori posto

    Non è una sensazione di inadeguatezza ma anche oggi avrei potuto essere in un altro posto.

    Avevo pure i biglietti.

    10/20/2009

    Conto su di te

    Le maggiori delusioni vengono quando ci si aspetta qualcosa dalle persone, quando crediamo che al loro posto noi avremmo fatto in un certo modo, quello giusto. Invece leggo che “Meno crediamo negli altri più ci deluderanno”: a me è sempre sembrato il contrario.

    E tu come stai?
    Ti interessa davvero?
     
     
    9/30/2009

    Fondazione M

    Uno degli obiettivi della mia vita è metter su una Fondazione.
    Tutti ce l’hanno, anche la maggior parte sono dedicate a illustri figure che si sono distinte nel campo delle lettere o dell’economia. Di certo, escluderei una di ispirazione politica, perché in questi ultimi tempi ci hanno pensato già D’Alema, Fini e Montezemolo. Nè tantomeno potrei essere un mecenate delle arti, perché mi mancano le necessarie risorse economiche.

    Qualcosa mi inventerò.

    9/11/2009

    Quando sarò grande

    Si comincia a diventar grandi quando non si dice più di no ma si risponde con un “va bene”.
    Si diventa grandi quando si prova un grande dolore.
    Ci si rende conto che si è grandi quando figli o nipoti percorrono delle tappe che per noi sono un ricordo, i diciotto anni, un esame, la scuola, l’università.
     
    Eppure qualche volta questa sensazione mi sfugge ancora.
     
    8/30/2009

    Rapporto mensile

    Il mese di agosto sta per finire, finalmente.
    Tutti, o quasi, rientrati dalle vacanze con il loro bagaglio di racconti, tatuaggi, bandane, amicizie e amori, che chissà se sopravviveranno all’inverno.
    Un mese di incontri mancati, come quello con Fabio & , causa uno spostamento in notturna dell’orario di imbarco dovuto alla folla di villeggianti che lasciava l’isola di Ischia.
    Un mese di incontri evitati, afa e solitudine, chiusi all’esterno, in attesa di una telefonata che sembra stia per arrivare da un momento all’altro.
    Giorni di progetti e piani di rinnovamento che è sempre nell’aria ma non riesce a concretizzarsi.
    Nemmeno l’entusiasmo nella programmazione di un viaggio, di una gita, di un’escursione riesce a illuminare la strada nel tratto paludoso e oscuro che stiamo attraversando.
    Qualcuno che parte ancora c’è, e si gode questo prolungamento di estate nell’atmosfera settembrina con un sole che va via presto la sera per aprire le porte all’autunno.
    8/25/2009

    Pezzi di vetro

    Da bambino erano il mio tesoro. Percorrevo lunghi tratti spiaggia, cercando tra i sassolini. Erano quei piccoli frammenti di vetro che il mare porta a riva, dopo averne smussato le superfici. I più comuni erano verdi, poi gialli, qualcuno bianco, rarissimi i rossi. Li raccoglievo in una scatola e ogni tanto, soprattutto dopo l’estate, li tiravo fuori, li contavo, li sistemavo in ordine di colore o forma. Da dove venissero è stato sempre un mistero, volutamente fantasticavo sull’origine di quelle pietre preziose.

    Qualche giorno fa invece, il proprietario di un noto stabilimento balneare di Capri, ha confessato. Lui le bottiglie di vetro le smaltiva così: andava al largo, le fracassava e gettava i cocci in mare, contribuendo secondo il suo punto di vista a rendere più splendente l’acqua.
    Un artista.
    Della bugia.
     

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    7/7/2009

    Tempo di vendemmia per una volpe

    Crescere educati a saper rinunciare porta a ridurre sempre di più l’impellenza delle proprie aspettative.

    Sapere che non si può avere, determina la tendenza a reprimere i propri sogni siano essi un giocattolo o un paio di scarpe, un lavoro o un figlio, a seconda dell’età e della maturità.

    Il rischio è rinunciare a priori, a provarci, senza lottare pur senza disprezzare, aspettando che l’uva maturi, passerà un po’ di tempo prima che arrivi il momento della raccolta.

    Tanto è una vita che vorrei partecipare a una vendemmia.

    7/5/2009

    Il sipario strappato

    Un anno fa, si spegneva l’ultima grande attrice del teatro napoletano, come la chiamavo io.

    Uno strappo alle regole di questo space per inserire una canzone che mi fa immaginare la sua presenza ancora tra noi.

    foto di scena

    6/6/2009

    Uno sbadauto

    Può aver bisogno di leggere le istruzioni per sostituire una lampadina dei fari.
    Può chiedersi perché il climatizzatore non funziona se non si preme il pulsante.
    Può dimenticare di fare il cambio dell’olio finché non diventa di consistenza solida.
    Può dimenticare per quasi tre anni di rinnovare la patente scaduta.
    Può dimenticare per settimane di pagare la rata dell’assicurazione.
    Ma non può scambiare la scatola del telepass per un telepass.
    5/25/2009

    Intenzioni bellicose

    Il problema è che non riesco a farmi una bella, sana litigata, una di quelle che urli, dici le cose che pensi e che non hai mai detto, tiri fuori tutto il risentimento verso quella persona, gli mostri tutto il tuo disprezzo, gli rinfacci tutte le cattive azioni, una litigata di quelle che accorrono  i colleghi o gli amici o i parenti a seconda di dove ti trovi, di quelle in cui cercano di separare i due prima che vengano alle mani, di quelle che dopo sembra tutto passato, come se nulla fosse successo,

    Ci riuscirò, ah se ci riuscirò!

    4/30/2009

    Italia-Germania 4-3

    In questi giorni, in occasione del convegno a Napoli, gli amici tedeschi hanno ricambiato la visita.
    Come al solito, alle attività lavorative siamo riusciti ad associare dei veloci giri turistici, molto veloci ma altrettanto ricchi, con me stavolta nel ruolo di guida turistica, in una interpretazione così intensa da far esclamare a uno di essi: that’s your new job.
    Non so se prenderlo come un complimento o un invito.
     

    4/20/2009

    Avviso ai naviganti

    Non so se la radio li trasmetta ancora questi avvisi, letti da una voce grave, seria, che informava soprattutto sulle condizioni meteorologiche, annunciava tempesta o bonaccia, venti o piogge, e dava indicazioni su come procedere nella navigazione in mare.
    Ecco, a questo punto avrei bisogno di un segnale, un’indicazione sulla direzione da prendere. Certe volte sembra che dall’albero maestro una voce gridi terra! e poi invece cala la nebbia e la nave si ritrova di nuovo in alto mare.
    Adesso, la nave sembra essere in secca, aspetto che si alzi la marea per poter riprendere il largo ma per andare dove non so e in quanto tempo nemmeno.
     

    4/6/2009

    Chichibio e la gru

    Ogni sera mi torna in mente una novella letta tanti anni fa, sul cuoco Chichibio che regala una coscia di gru alla propria innamorata Brunetta e per non rivelarlo racconta al padrone che le gru hanno una sola zampa.
    Questo perché da qualche tempo ho preso l’abitudine di dormire oltre che di lato come sempre, con una gamba piegata in modo da poggiare il piede sul ginocchio dell’altra gamba. A questa innaturale posizione aggiungo pure una mano poggiata sul materasso a palmo aperto.
    Sembrerebbe una disposizione poco serena eppure dormo di un sonno pesante al punto che stanotte l’allarme terremoto di mia moglie l’ho attribuito a un suo incubo.
     

     

    3/27/2009

    Le relazioni pericolose

    Nessuna allusione alle mie compagnie, alle mie amicizie, ai miei contatti.
    Sono sicuro, forse troppo, delle mie scelte, perché nascono da scelte oculate, selezioni approfondite, a volte in maniera eccessiva, tale da rischiare di ridurre a un numero molto piccolo gli eletti destinati a far parte del circolo Pickwick.
    Le relazioni pericolose sono quelle che vengono richieste al lavoro, perché di solito la richiesta avviene durante la settimana con un tempo di esecuzione che va da alcune ore ad alcuni giorni, ma talvolta, l'intervallo è tra il venerdì pomeriggio e il lunedì mattina.
    Il risultato è che il fine settimana è in pericolo.  

    3/5/2009

    I casi sono due

    In una maniera molto sintetica per spiegare le attività che svolgo, il mio lavoro è dare numeri. Buona parte della giornata la trascorro a gestire numeri, leggerli, studiarli, valutarli, trascriverli. Ultimamente devo aver abusato un po’ troppo perché questa notte l’ho passata quasi sveglio con una serie di numeri su tabulati excel che mi scorrevano davanti agli occhi in una sequenza infinita.

    In casi sono due, o il polpettone a cena mi ha fatto male o ho bisogno di una vacanza.

    2/28/2009

    Loretta con la o

    Se avessi saputo prima che la vita matrimoniale sarebbe stata così bella mi sarei sposata prima.
    Mi sono tornate in mente queste parole quando ho sentito Loretta Goggi dire di aver sposato il suo fidanzato Gianni Brezza, dopo quasi trent'anni di fidanzamento. Non è che sia successo adesso ma l'argomento uscì fuori in una conversazione estiva tra amici in cui si faceva gara a ricordare frammenti di televisione e canzoni. Dopo quella sera, un CD con le canzoni della Goggi, la maggior parte sigle di trasmissioni degli anni 70-80, è entrato nella lista degli improbabili ascolti musicali nella mia auto.
    Detto questo, nessuno vorrà mai un passaggio da me.

    Dimenticavo, la frase l'ha detta mia moglie.

    2/25/2009

    La reputazione dell'ape

    A volte piccoli gesti o piccole distrazioni possono minare il tentativo di costruirsi una reputazione e darsi la giusta carica di rispettabilità.

    Basta entrare in una stanza in cui ci sono colleghi di lavoro, canticchiando la canzoncina dell'ape maia e sentirsi dire: "non ho mai visto nessuno con la tua stessa qualifica fare un cosa del genere".