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    4/30/2009

    Italia-Germania 4-3

    In questi giorni, in occasione del convegno a Napoli, gli amici tedeschi hanno ricambiato la visita.
    Come al solito, alle attività lavorative siamo riusciti ad associare dei veloci giri turistici, molto veloci ma altrettanto ricchi, con me stavolta nel ruolo di guida turistica, in una interpretazione così intensa da far esclamare a uno di essi: that’s your new job.
    Non so se prenderlo come un complimento o un invito.
     

    4/29/2009

    Diossine

    per saperne di più, in real-time

    4/27/2009

    Febbre

    L'emergenza influenza aviaria non mi aveva preoccupato più di tanto; modestamente credevo che la febbre dei "polli" non potesse attaccarmi.
    Adesso invece sono un po' preoccupato, temo che la febbre suina possa avere qualche effetto sul maiale che è in me.
     
    4/26/2009

    Dottoressa Jekill e Miss Hyde

    A dispetto di quel galantuomo che voleva mandarle un paio di stampelle durante le votazioni al Senato nell’ultimo governo Prodi, la professoressa Levi Montalcini ha superato brillantemente il suo centesimo anno di vita.
    Considerando l’età, la sua vivacità mentale e  la sua iperattività cinetica, secondo me durante le sue ricerche sul sistema nervoso la scienziata ha scoperto qualcosa, forse il segreto dell’eterna giovinezza (almeno mentale), e se l’è iniettato.

    4/25/2009

    Anche le cozze regalano perle

    Non si può storcere il naso davanti ai talent show nostrani; basta dare uno sguardo a ciò che avviene nel resto d’Europa. Per il piacere di scoprire una nuova splendida voce che ricorda Barbra Streisand (grazie signor Ponza) bisogna  assistere a balletti naked o a due cloni di Paola e Chiara in versione pretty baby o alle danze greche di padre e figlio  fino al fantasma di Nikka Costa.

    4/23/2009

    Scadenze

    Alcune ci vengono ricordate continuamente, come il canone RAI, oppure la fine legislatura perché dobbiamo rinnovare l’abbonamento alla televisione oppure rinnovare il parlamento. Altre scadenze mi sfuggono, le bollette del gas o quelle dell’energia elettrica e sistematicamente vado in mora ma finché si tratta di pochi centesimi ancora è tollerabile. Mi accade pure con il bollo auto o le tasse e lì si tratta di rimetterci qualche euro in più ma ancora resisto.

    Però dimenticare la scadenza di un importantissimo documento e ricordarsene dopo due anni e dieci mesi mi provoca un leggero stato di ansia che è destinato a peggiorare.

    4/22/2009

    Vassalli, valvassori e valvassini

    Questa sequenza è una di quelle cose che meglio si ricordavano a scuola quando si studiava il feudalesimo e le relazioni tra i vari gradi delle gerarchie di potere. Ma non sembra storia tanto remota se schiere di personaggi, protagonisti, comparse e figuranti si affannino ancora oggi a dimostrare che sono sempre pronti a servire e difendere il signore. Soprattutto quando l’oggetto di una scherzosa battuta di un anziano mago, è proprio lui, il signore che pure non risparmia battute e lazzi da avanspettacolo.
    E io che ancora mi chiedevo come si potessero affidare programmi televisivi a certe persone.
     
    4/20/2009

    Avviso ai naviganti

    Non so se la radio li trasmetta ancora questi avvisi, letti da una voce grave, seria, che informava soprattutto sulle condizioni meteorologiche, annunciava tempesta o bonaccia, venti o piogge, e dava indicazioni su come procedere nella navigazione in mare.
    Ecco, a questo punto avrei bisogno di un segnale, un’indicazione sulla direzione da prendere. Certe volte sembra che dall’albero maestro una voce gridi terra! e poi invece cala la nebbia e la nave si ritrova di nuovo in alto mare.
    Adesso, la nave sembra essere in secca, aspetto che si alzi la marea per poter riprendere il largo ma per andare dove non so e in quanto tempo nemmeno.
     

    4/15/2009

    Il repertorio dei pazzi

    Tutte le città brulicano di pazzi.
    Uso questo termine, oramai desueto, rifacendomi a un piccolo libro di Roberto Alajmo uscito qualche anno fa, in cui in una divertente e amara galleria erano passati in rassegna i tipi più bislacchi e bizzarri che popolavano la città di Palermo. Spesso si trattava di veri e propri casi psichiatrici ma in molti casi erano vite ai limiti di quelle che nell’accezione comune costituiscono le regole di vita.  Anche a Napoli abbondano questi pazzi, alcuni finti per necessità di sopravvivenza, altri veri Perlopiù si tratta di personaggi al di fuori dei canoni ma anche vite sfortunate, malati che una legge ha dichiarato non più da rinchiudere ma da reinserire in una società che non ammette variazioni sul tema. Proprio ieri abbiamo rievocato alcuni di questi pazzi che un po’ tutti abbiamo conosciuto: da Gaetano che abbracciava tutti i passanti a Nanninella che portava occhiali senza vetri, dall’uomo che stazionava ore intere in piedi al semaforo, al vecchio mendicante di cui si raccontavano i soldi e le ville, fino al mitico o’ppà-o’ppà (il pane, il pane) un uomo che ripeteva incessantemente queste due parole per chiedere l’elemosina, un uomo senza età dal momento che tutti, giovani e anziani, lo ricordano da sempre vagare per la città al suono ossessivo della sua cantilena.
    Vivere accanto a un ospedale con un reparto di CIM, è un aggiornamento continuo.
     

    4/11/2009

    I giorni dell’arcobaleno

    Sotto l'arcobaleno si nasconde una pentola d'oro.
    Non avevo mai visto un arcobaleno in quarantaquattro anni di vita, poi qualche mese fa percorrendo la strada per Benevento ne ho visti tre ma erano in aperta campagna, lì dove si immagina che esistano ancora le favole.
    Poi ne ho visto uno in città, dalla mia finestra, tra i tetti sgarrupati del quartiere, in un giorno di quelli in cui il pessimismo ha preso il sopravvento e ha spento le speranze. Ed è stato un momento di incanto in cui lo guardi con fanciullesco candore e sembra che sia lì per riaprire le porte alla fiducia e all’entusiasmo nella vita; qualcosa di buono arriverà.
    Un arcobaleno di auguri è quello che ci vuole, in questo momento.
     

    4/8/2009

    Paesi fantasma

    Meno di due anni fa, in uno dei miei giri in Sicilia assieme all'amico Fabio, siamo stati a visitare la valle del Belice in Sicilia; nella raccolta album ci sono alcune delle foto scattate lì.
    Prima siamo stati a Poggioreale; l'accesso al paese era bloccato da una sbarra ma seguendo un gregge di pecore siamo riusciti a entrare e percorrere le strade con le case sventrate, gli edifici diroccati. Ogni passo lì è la testimonianza di un paese cancellato, anzi bloccato in un fermo immagine. Di lì siamo passati poi a Gibellina, paese interamente distrutto e dove Alberto Burri  nel 1984 ha realizzato il Cretto, un'opera costituita da un'enorme colata di cemento bianco che compatta i dodici ettari di macerie del centro storico del paese.
    Due immagini terribili, un paese ridotto a uno scheletro e un altro imprigionato in enormi blocchi di cemento.
    In questi giorni seguendo i servizi sul terremoto in Abruzzo ho rivisto quelle immagini e ho sperato che non si ripetano situazioni come queste del Belice, d'altronde sono trascorsi oltre quarant'anni, qualcosa sarà cambiato.
     
     

    4/6/2009

    Chichibio e la gru

    Ogni sera mi torna in mente una novella letta tanti anni fa, sul cuoco Chichibio che regala una coscia di gru alla propria innamorata Brunetta e per non rivelarlo racconta al padrone che le gru hanno una sola zampa.
    Questo perché da qualche tempo ho preso l’abitudine di dormire oltre che di lato come sempre, con una gamba piegata in modo da poggiare il piede sul ginocchio dell’altra gamba. A questa innaturale posizione aggiungo pure una mano poggiata sul materasso a palmo aperto.
    Sembrerebbe una disposizione poco serena eppure dormo di un sonno pesante al punto che stanotte l’allarme terremoto di mia moglie l’ho attribuito a un suo incubo.
     

     

    4/5/2009

    E poi ci troveremo allo yacht-bar

    Questa volta la macchina organizzativa è partita molto tempo prima.
    Marco salmastro sarà l’anfitrione di questo yacht-barcamp, il quarto della serie; gli inviti sono già al passaparola, si raccolgono le prime adesioni e speriamo di essere numerosi, per conoscersi o ritrovarsi.
    La data è per il week-end del solstizio d’estate, quale occasione migliore per dare il via alla bella stagione nella cornice naturale della Maremma in buona compagnia.
    Modestamente.

    4/4/2009

    A domanda rispondo

    La domanda più comune che mi sento rivolgere dopo un viaggio, breve o lungo, in un’altra città soprattutto se estera, è “com’è?”. Non so mai rispondere in questi casi. Come si fa in poche parole a riassumere una città, che nella maggior parte delle volte, si è vissuta da turisti. A quel punto rispondo semplicemente “bella”, così in una sola parola dico tutto. Perché già il fatto di vedere un luogo nuovo, diverso, provoca sensazioni piacevoli, se poi ci sono andato per lavoro e comunque son riuscito a girare e a vedere i posti più importanti o caratteristici, son più contento.
    Che poi la bellezza è armonia, è decoro, è civiltà.
    E’ il mare del Nord che si insinua nei canali della città, è il porto che dà l’idea della vitalità della città, è l’architettura tipica del mattone rosso che si ritrova nelle case, nei palazzi, nelle chiese, è il semaforo che conta i secondi che ti restano da aspettare per il verde, è il barbone che getta la cenere della sua sigaretta nel posacenere in strada, è l’acciaio che con il cristallo delle costruzioni moderne si integra con le costruzioni del passato, è la birra che lì è sempre più buona che altrove.
    Basterà questo per far capire che anche Amburgo mi è piaciuta?