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4/30/2008 Non capisco perché tutti quanti continuano insistentemente a chiamarmiDonatella,
cantava la Rettore, la cantante più tamarra d'Italia, famosa per le sue liti con la Berté e con Marcella, che dal canto suo voleva essere chiamata solo col nome e invece tutti a chiamarla Marcellabbella tutto attaccato.
A me invece, sta capitando ultimamente, di essere chiamato Michele o Nando, segno di una ambigua identificazione di noi tre; e confesso che la cosa mi urta un po', considerata la mia estesa suscettibilità.
D'altra parte nel costituire il trio, ciascuno di noi ha apportato il contributo delle proprie caratteristiche che hanno arricchito il gruppo ma che nello stesso tempo hanno provocato una diluizione delle peculiarità.
Certo nessuno distingue i tre fratelli Marx, o i tre re Magi, o Qui da Quo e da Qua, però dei tre tenori tutti sapevano chi era Pavarotti o in Aldo, Giovanni e Giacomo tutti distinguono Aldo ma nessuno può incontrare Massimo Lopez e chiamarlo Tullio.
Comunque io sono quello fico, a detta dell'oroscopo vegetale.
4/29/2008 Gioco dell'oca4/28/2008 Del variabile concetto della filaLa diffusa mancanza di ordine a Napoli mentre si fa una fila in coda a una cassa o a uno sportello postale è una idea, forse un luogo comune che caratterizza in negativo ulteriormente la città. Certo, la fila mentre negli altri paesi, nelle altre città, si snoda come un serpente, a Napoli si apre come la ruota di un pavone, nel senso che i nuovi arrivi si dispongono a raggiera, così che la comunicazione verbale risulti facilitata, c'è sempre qualcuno che inveisce contro il sindaco, contro gli statali, contro il governo e da lì parte un chiacchiericcio infinito. Di solito, io li stronco con una occhiata fulminante di disprezzo.
Però c'è da dire che c'è un posto a Napoli dove tutti si mettono rigorosamente in fila per due e non c'è verso che qualcuno possa passare avanti: le scale mobili della metropolitana. Hai voglia a dire che a Milano son tutti ordinati sulla destra e chi va di fretta sale o scende di corsa sulla sinistra, qui da noi non si scherza, la fila va rispettata!
4/27/2008 Mi piace...A distanza di pochi giorni l'uno dall'altra sia Giulio che Perlina mi hanno coinvolto nel nuovo meme anzi nella versione leggermente modificata di un vecchio meme che gira per la blogosfera: bisogna citare sei cose che amiamo ed il perché, e poi a seguire in breve le regole, per cui inserire il link di chi ce l'ha passato, nominare qualcun altro e avvisarlo con un messaggio.
Il problema è che io non riesco a pensare a sei cose sei che mi piace fare, potrei dirne cento e nessuna, per alcune sarei ovvio e banale, per altre incredibile e soprattutto volubile, nel senso che cambio idea e gusti di continuo. Tranne che per alcuni punti fermi. Anche se poi certe cose rischiano di diventare dei difetti.
Alla fine ho deciso di considerare solo il piacere legato al cibo, per cui le sei cose che mi piace fare sono:
Adesso convoco una vagonata di persone così si impegnano a scrivere un nuovo post, sempre che lo vogliano: Nando, Michele, Maria, Virginia, Enripoppins, Lilla, Donatella, Mariko, Rò, Fabio, Roxanne, PaoloIanni, Federico, SoleLuna, Marilù, Gian, Alessandro (Bitta), Nicola, Lea, Fede (LouSedgwick), Micky, Tribuno, Nidial, Seclet. Manca qualcuno?
4/26/2008 Prima comunismo poi comunellaIn occasione della ennesima polemica sulla festa della Liberazione del 25 aprile che ogni anno qualcuno cerca di sminuire, torno ancora sui risultati delle elezioni politiche pubblicando una vignetta che Claudio (Chit) e fratello hanno ideato e disegnato.
Quello che mi ha colpito, a parte la scomparsa degli ideali del comunismo rappresentati dalla dissoluzione bandiera, è l'allontanamento dei quattro ex-comunisti, che si spostano, guarda caso, a destra.
Mi è sembrata la migliore lettura politica del post-elezioni.
Ieri Oggi
4/24/2008 Un ponte per dove4/23/2008 Giornata del LibroOggi, come tutti i 23 aprile, dal 1996, è la Giornata Mondiale del Libro.
Lo ha già ricordato qualcuno, Virginia in primis, e io voglio cogliere l'invito alla festa senza scomodare i grandi autori del passato, da Shakespeare a Cervantes (oggi ricorre l'anniversario della loro morte: stesso giorno, stesso anno) ma continuando il passaparola su uno degli ultimi libri che ho letto: La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano. L'ho comprato dopo un inteso corteggiamento in libreria ma soprattutto grazie all'entusiasta recensione di Donatella, e proprio ieri ne ha parlato anche Federico, descrivendo le stesse sensazioni che ho provato io, quasi con le stesse parole che avrei usato io.
Come ho scritto in un commento al suo post, l'ho letto avidamente, come le storie che mi prendono e mi coinvolgono. E per tutta la durata della lettura mi sono sentito immerso in una tristezza profonda ma dalla quale non riuscivo a staccarmi e che alla fine quasi mi piaceva vivere di riflesso.
4/22/2008 L'interpretazione dei segniAvere un biglietto di I classe sul treno Alta Velocità Napoli-Roma e viaggiare in II classe, è segno di eccessiva modestia ?
O è segno di rimbambimento avanzato?
4/20/2008 L'acronimo bizzarroIl primo credo sia stato il MoMA (The Museum of Modern Art) di New York; deve essere partito tutto da lì. Il nome del museo di arte moderna più famoso al mondo ha scatenato tutta una serie di emulazioni con risultati che a volte fanno sorridere.
Ha cominciato Rovereto nel 2002 con il MArt (Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto), quindi Napoli nel 2006 con il suo MADRe (Museo d’arte contemporanea Donna Regina di Napoli) e successivamente con il MANN (Museo Archeologico Nazionale di Napoli), poi c'è stato nel 2007 il MAMbo (Museo d'Arte Moderna di Bologna), il MACRO (Museo d'Arte Contemporanea Roma) nel 2008 e il nuovo MAXXI (Museo delle arti del XXI secolo) previsto sempre a Roma per il 2009.
L'ultimo arrivato è il MARCA (Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Catanzaro e della Calabria).
A quando un MAURO?
(sono gradite le vostre variazioni sul tema)
4/19/2008 Il mio fazzolettoOggi ho ricevuto in regalo una scatola di fazzoletti.
Quando uso il mio fazzoletto di cotone mi rendo conto di apparire come una persona d'altri tempi. Non sto parlando del fazzoletto da taschino della giacca ma proprio del fazzoletto a cui ricorrere per pulirsi gli occhiali o nei casi di starnuti da raffreddore, e non in contemporanea ovviamente. E' un oggetto che porto sempre con me a rischio di sembrare antiquato, soprattutto perché non sopporto i fazzolettini di carta e poi per evitare di trovarmi in una situazione imbarazzante e mortificante come quella che mi è accaduta a scuola, in seconda elementare. Raffreddore fortissimo, naso gocciolante evidentissimo, ma purtroppo ero senza fazzoletto, il maestro terribile mi vietava di uscire per andare al bagno e finché non si è addormentato (sì così faceva) sono stato costretto a usare il grembiule.
Da allora, la mattina potrei uscire anche senza scarpe, ma mai più senza fazzoletto.
4/16/2008 Lauta manciaLa memoria è strana.
C'è una serie di ricordi, la maggior parte senza nessun nesso logico o spazio-temporale tra di loro, che mi tornano in mente spessissimo, a volte anche senza una ragione o un'associazione con il momento in cui ciò si verifica.
Ci vorrebbe uno psicologo freudiano o junghiano per spiegarmi questo strano evento.
Però se qualcuno, nel 1969, abbia ritrovato un elefantino azzurro, davanti al mio asilo, è pregato di restituirmelo.
4/14/2008 Piazza Rossa - Piazza PulitaBisogna riconoscere la determinazione e il successo dell'impresa; avrà impiegato pure qualche anno ma alla fine c'è riuscito.
Ha eliminato i comunisti dal Parlamento.
E' finita un'epoca.
4/13/2008 Predizioni sibillineIeri sono stato a casa della Sibilla Cumana.
Ma non l'ho trovata.
L'ultima sua apparizione fu a Edoardo Bennato al quale aveva predetto che la pizza sarebbe diventata più buona poi è nato il problema delle mozzarelle alla diossina e la poveraccia, forse per la vergogna, ha preferito eclissarsi. Magari si è riciclata in qualche televendita o in qualche partito politico.
Ero andato lì per interrogarla sull'esito di alcune questioni personali, mi aspettavo di ricevere un responso enigmatico come al solito, di difficile interpretazione. Lì nei pressi dell'antro però ha lasciato dei messaggi, in maniera che ognuno possa prendere quello che più gli conviene e adattarlo alle proprie esigenze.
Io ho trovato "Pericolo d'inciampo" che ho letto come "Ostacoli sul percorso"; me n'ero accorto ma si va avanti con determinazione ed entusiasmo.
4/10/2008 Errori di blattituraQuando si scrive un intervento o quando si comunica in messenger la velocità di battitura dei tasti provoca degli strafalcioni involontari, a volte comici; spesso vengono fuori dei nonsense, tipo che la parola armonia diventa aromina
Altre volte si producono dei veri e propri calembour, come è capitato nel post precedente perché avevo cominciato a scrivere giocando con le parole, in particolare avevo deciso un azzardato confronto tra il tedoforo e Teofilo Folengo. Quest'ultimo è un autore il cui nome mi ha fatto sempre sorridere, facendomi pensare a un personaggio dei fumetti, un incrocio tra Filo Sganga e Gambadilegno di disneyana memoria. Purtroppo alla fine è rimasto solo il teodoforo che scritto così è stato, giustamente e grazie a Seclet, notato come errore.
4/8/2008 La fiamma è spenta o è accesaVedere sulla Tour Effeil il simbolo della protesta contro la Cina, sentire la voce dei francesi gridare "liberté" dopo più di duecento anni dalla Rivoluzione, assistere al sit-in di deputati di entrambi gli schieramenti politici, alle azioni dimostrative degli attivisti di Reporters sans frontières è stato entusiasmante per chi crede ancora nello spirito democratico e antitotalitario. E mentre si attutisce l'eco dei disordini di Londra, Atene e Olimpia, a S. Francisco, patria delle libertà e delle rivendicazioni civili e sociali, si organizzano manifestazioni di protesta, compreso una a difesa della Birmania.
Qualcuno, come Michele Serra, ha scritto che il tedoforo è una figura al di sopra delle parti, retorica forse, fuori tempo, che rappresenta l'ideale di fratellanza e l'umanità. Ma a maggior ragione, utilizzare questo personaggio per far rimbalzare da un lato all'altro del pianeta le proteste e quindi mantenere viva l'attenzione sulla repressione brutale in Tibet mi sembra un mezzo efficace di un valore simbolico eccezionale.
Ormai le olimpiadi 2008 saranno ricordate per tutto questo e non per i fuochi d'artificio della cerimonia inaugurale né per i record sportivi.
4/7/2008 Morire per un blogPare che nelle ultime settimane alcuni noti blogger americani, già minati nel fisico da malattie come l'obesità e dallo stress di tenere aggiornato il blog, dalla mancanza di sonno e di attività fisica, siano passati a miglior vita o abbiano avuto episodi di infarto e altre sofferenze!
Mi sento poco bene...., ma meno male che qui nessuno ha la pretesa di sentirsi grande, anzi come dice Nicola qui siamo ai livelli degli "amici di penna", per cui possiamo stare tranquilli: sopravviveremo alle nostre parole.
4/6/2008 Scalzi e stucchiUn tripudio di stucchi accoglie il visitatore della chiesa di Sant'Agostino degli Scalzi, un gioiello dell'arte del seicento, finalmente restituita alla città di Napoli, grazie a una mirabile opera di restauro che sta cancellando in buona parte i danni del tempo, del terremoto e dell'incuria dell'uomo.
Per un attimo mi è sembrato di stare a Palermo, dove il Serpotta ha lasciato in chiese e oratori tracce del suo talento artistico.
La chiesa si trova ai limiti del quartiere Sanità, ci fu girata una scena del celebre film "L'oro di Napoli", lo stesso della pizzeria dove qualche mese fa ci siamo recati noi del BarCampania e che si trova a pochi passi.
Chissà se il quartiere sarà pronto ad accogliere questa nuova attrattiva e saprà evolversi verso una concezione turistica del territorio. Ma è solo un sogno.
4/5/2008 Prodotti tipiciNella settimana che sta per chiudersi son stato poco presente, ho prodotto poco sia come post che come commenti; l'inizio del nuovo incarico è coinciso con l'emergenza diossine e perciò le ore di lavoro sono aumentate in maniera straordinaria (ma senza straordinario). Son giorni difficili per l'Italia, oltre alle difficoltà economiche la credibilità è minacciata dalle notizie che riguardano due prodotti tipici, simbolo del nostro paese nel mondo. Dopo la mozzarella di bufala adesso è stato il turno del vino, in seguito alla scoperta di una rete di truffe e sofisticazioni messe in atto in varie aziende. Anche in questo caso è partito il Sistema di Allerta dell'Unione Europea che ha costretto l''Italia a fornire tutte le giustificazioni e le informazioni sull'episodio.
E tutto in concomitanza con l'assegnazione alla città di Milano dell'Esposizione Universale del 2015, che guarda caso ha come tema "Nutrire il mondo-Energia per la vita". Insomma un grave impatto sulla credibilità di un paese che oltre a essere noto per le migliaia di opere d'arte è famoso per la sua cucina.
A proposito dell'arte e delle bellezze naturali, in questo fine settimana il FAI ha organizzato la XVI edizione delle Giornate di primavera in cui più di cinquecento monumenti, tra palazzi, chiese e parchi naturali di solito non accessibili, saranno aperti al pubblico.
A pranzo vino e mozzarella.
Technorati Tag: mozzarella di bufala, diossina, vino, sofisticazione, Unione Europea, expo, milano, FAI, giornate di primavera 4/1/2008 Un giorno specialeNon sempre si ricorda il primo giorno di una nuova attività. Che sia la scuola o l'università non ho molti ricordi di quel giorno, né il primo giorno del primo lavoro. Finora ne ricorderò due o tre, uno è il 1° marzo dell'anno scorso.
Oggi c'è stato un nuovo primo giorno, quello del nuovo lavoro, anche se in realtà l'ente è sempre lo stesso, ho solo cambiato ruolo e qualifica ma la svolta è decisiva.
Tuttavia nonostante l'attesa per questo passaggio di stato sia stata lunga e travagliata, non ho avvertito forti emozioni né sono in uno stato di euforia. Forse devo ancora realizzare, so che è stato un giorno speciale, cercherò di trattenere quanti più frammenti di memoria, così più che il pesce d'aprile ricorderò la bufala* d'aprile.
* ogni riferimento alla mozzarella di bufala è opportunamente omesso ma c'entra.
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