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2007/11/30 Targhe alterneIeri a Napoli, c'è stata una cerimonia in ricordo di alcuni bambini, vittime della strage nazista. Un roseto è stato piantato per tener viva la memoria e le autorità cittadine hanno scoperto una targa in loro onore. Purtroppo nella concitazione del solenne evento, nessuno si è accorto dell'involontario ossimoro che si nascondeva nelle parole scritte. Infatti, per un errore, chissà da dove partito, la frase "a imperitura memoria" si è trasformata "a peritura memoria", con buona pace del ricordo. Poiché alla comicità da strafalcioni non c'è mai limite, ho scoperto, nella pizzeria vicino casa, una targa in esposizione con su incise tante belle parole di auguri ai proprietari "per una profiqua attività". Sarà lo stesso tipografo? Vienna - 2007
A proposito di memoria...: Auguri a Maria!
2007/11/28 La lista della spesaVisto il grande successo dell'iniziativa "porta da mangiare a un Cicero" credo sia opportuno redigere un elenco di prelibatezze e specialità regionali con la quale si riesce facilmente a prendermi per la gola.
Non so se possa diventare un meme, come dice Michele, ma se qualcuno vuole, può amplificare l'idea. Palermo - 2006
Technorati Tag: specialità regionali 2007/11/26 Cicero pro urbe suaAvrei voluto essere una guida turistica.
Quest'attività l'ho inserita tempo fa in un intervento in cui elencavo tutti i lavori che avrei voluto svolgere.
Ma sarei stato una guida un po' speciale. Di quelle che ti portano in giro per musei, chiese e palazzi storici, magari ti raccontano la storia, ti spiegano l'arte, ti illustrano qualche aneddoto curioso, ma pure che sanno consigliare il locale caratteristico, la pizzeria migliore, il caffé più buono, il negozio dove trovare le cose più originali e ai prezzi migliori.
Insomma, se non l'avete capito, e pensate di venire a Napoli, nel periodo di Natale, sappiate che c'è un Cicerone ai vostri servizi.
2007/11/24 Raccolta fondiQualche giorno fa, leggendo la notizia che in Regione Campania stanno per aumentare l'indennità di consiglieri e dipendenti, mi chiedevo dove mai potessero reperire i soldi per finanziare questa operazione, considerando l'emergenza economica che da sempre i nostri amministratori lamentano. Stamattina, una raccomandata della Regione, mi ha fatto capire tutto. In pratica, mi chiedevano di pagare il bollo auto che non risulta versato nel 2004. Orbene, io in quell'anno ho pagato, e ho conservato la ricevuta ma la richiesta si riferisce a un'altra auto, rottamata nel 1997 e che oltretutto era di proprietà di una ditta la cui sede è nel Lazio e per cui io pagavo il bollo alla Regione Lazio. Mi sembro un personaggio di "Mi Manda RaiTre". Trapani - 2007
2007/11/23 Un'emozione da poco
Ovvero "Del potere evocativo delle canzoni - 2" In macchina, CD vintage, una canzone di Anna Oxa del 1978,
momento culminante della strofa "e io non vedo più la realtà", cantata a squarciagola, mentre oltrepasso il casello, vengo quasi accecato dalla luce del sole.
Attimi di cecità. Cetara - 2007
2007/11/21 CVDL'acronimo CVD, sta per "come volevasi dimostrare".
Lo sapevo che andava a finire male a parlar di politica e l'avevo pure scritto in premessa. Malgrado siano tramontate le grandi ideologie del secolo scorso resiste ancora questa volontà di contrapposizionea volte feroce. Più di una volta ho espresso i miei dubbi da qualunquista, destra o sinistra, centro o ali estreme, una volta che si entra in politica ci si sporca le mani, si scende a compromessi e si curano gli interessi personali e dei propri amici. Qualche volta si esagera.
Discutere va bene, ma senza alterarsi e senza intemperanze verbali.
E' un po' come il calcio dove il tifo acceso rischia di annebbiare il raziocinio.
Certo il personaggio si presta alla satira, fa nascere spontanee le battute, sfiora il ridicolo. Se c'è chi crede ai dieci milioni di voti allora si spiega perché tanti italiani votino per lui.
Eviterò l'argomento in futuro.
Però, grazie a SoleLuna, posso sorridere sarcastico dell'incredibile richiesta di risarcimento danni da parte di quella banda scalcagnata di guitti degli eredi Savoia?
Io li avrei tenuti al fresco in Svizzera per un altro po'...sempre che la Perlina conceda loro ospitalità.
E bene ha fatto il governo a rispondere che semmai i danni li dovrebbe chiedere il popolo italiano.
Cetara - 2007
2007/11/20 Popolari o Popolani, ItalianiNon amo gli argomenti di politica, sono quelli che separano maggiormente le persone, ma le notizie degli ultimi giorni inducono qualche riflessione e parecchie perplessità. Già sapere che milioni di Italiani, fanno la fila ai gazebo per chiedere il ritorno alle urne, contro le regole elementari della nostra Costituzione, mi sorprende, è contro ogni logica statistica. In un crescendo di numeri, a poche ore dall'apertura, un milione, il giorno dopo tre milioni, il terzo giorno cinque milioni, poi sei, sette addirittura otto. Una vera beffa ai poveri organizzatori di ogni raccolta firme referendaria che si impegnano per settimane allo scopo di raggiungere la quota di cinquecentomila. Tutto può accadere in una Italia dove ognuno come può fonda un partito, uno che un partito già ce l'ha, e ne è padre-padrone, può avere la bella idea di inventarsi un altro partito, semplicemente chiudendo il vecchio e cambiandone il nome in partito del popolo italiano. La scelta richiama i partiti delle neo democrazie dell'Est europeo, il popolo è un termine generico, sa un po' di socialismo e un po' di fascismo, un po' è proletario e un po' è egalitario, richiama un po' di politica italiana e un po' europea. Ecco sparigliate le carte della politica, in un momento in cui gli altri giocatori pensano alla prossima mossa, lui rimescola le tessere del domino e cambia le sue, pronto a essere protagonista ancora una volta, nel prossimo giro. Roma - 2007
2007/11/18 Proust, l'asilo e il NataleLa maggior parte dei nostri ricordi sono legati a immagini. E' il senso della vista quello maggiormente coinvolto nel catalogare ed archiviare eventi che abbiamo vissuto e che conserviamo nei nostri ricordi.
A volte capita che ci tornano alla mente, vivide, sensazioni di un tempo che consideravamo ormai scomparso sotto la coltre degli anni e delle migliaia di informazioni che il nostro cervello riceve in ogni momento e rielabora instancabilmente. Sembra che alcune vadano cancellate come i files di un computer, in realtà ogni cosa lascia una traccia, e in qualche modo un segnale, un clic le fa riemergere dal passato.
E non è necessariamente un'immagine, può succedere infatti, mentre stiamo assaporando un biscotto, come Proust e le sue madeleines intinte nel tè, che si apra uno squarcio nella memoria. A me capita con un ricordo dell'asilo, la tazzona di latte dolcissimo, che veniva data all'ingresso. In realtà prima veniva chiesto se avessimo fatto colazione a casa, io mentivo spudoratamente e arricchivo la mia assunzione quotidiana di zuccheri.
Ma un ricordo può essere evocato anche con l'olfatto, ed è proprio di questi giorni il tempo di un altro ricordo, quello associato al profumo di Natale. Non so come spiegarlo ma l'odore del Natale, io lo sento, lo avverto nell'aria, nemmeno saprei dire a cosa l'associo, però, c'è un giorno durante l'autunno, in cui dico: "ecco, sta arrivando il Natale", indipendentemente dalle immagini, dalle vetrine , dalle decorazioni, dalla tv.
Sarà forse l'orologio biologico o il fanciullino che reclama i suoi regali sotto l'albero.
Budapest - 2006
2007/11/14 Storia di un BloggerIl fantasmagorico Capitano non contento di aver posto la questione "quando hai pensato di essere diventato un blogger" mi ha coinvolto nel nuovo meme blogsferico "chi o cosa ti ha spinto a creare un blog?".
Alla prima ho risposto direttamente nel suo blog, riferendomi al giorno in cui ho pensato che portare con me un piccolo bloc-notes mi sarebbe servito per appuntarmi degli argomenti utili per un post, e da allora mi segno ogni tanto qualche spunto da elaborare poi in fase successiva. Aggiungerei pure, quando ho cominciato a pensare che ogni avvenimento, ogni notizia, ogni ricordo potesse diventare oggetto di un intervento sul blog.
Potrei dire anche che ho avuto la sensazione di essere un blogger quando qualcuno ha cominciato a lasciare qualche commento alle cose che scrivo e in qualche caso è nata una piccola discussione su un argomento, serio o scherzoso che fosse.
Ho continuato a pensare di essere un blogger quando ho raccolto l'invito al vaffaday o al post sull'ambiente o alle proteste sul progetto di legge sull'editoria, e mi sono sentito parte del popolo della rete, seppure una singola, piccola unità.
Ho finito per perdere la testa da quando ho scoperto che esisteva Blogbabel e una classifica dei blog e dopo esserci entrato, ho iniziato a sfogliarla quotidianamente per verifiicare le variazioni delle mie posizioni. E ho esultato come blogger quando finalmente il mio PR è salito a 3.
Eppure ero partito con tutt'altre intenzioni.
Avrei voluto uno spazio dove mettere le foto delle mie vacanze, ho scoperto che msn offriva tale possibilità. E poi son passato a postare gli explicit dei libri che avevo letto, mettendo anche le copertine. Qualcuno mi ha lasciato dei commenti sui libri letti e da lì ho cominciato a girare per la rete dei blog e a leggerne sempre di più, poi qualcuno l'ho aggiunto, ai miei contatti. In qualche caso è nata un'amicizia.
Ma questa è un'altra storia.
Non posso fare a meno, adesso, di chiedermi: Nando, Marilù, Rosalba, Alessandro, Antonello, Fabio, Gian, Donatella, Stefania, Maria, Rò, Rocco, Ale, Rosanna, Du Hangst, Tommy, Libero, come hanno cominciato? Quando hanno realizzato di essere diventati dei blogger?
Ma soprattutto, lo siamo veramente?
Per completezza, c'erano anche altri tre temi da sviluppare: il primo post, il post di cui ci si vergogna, e il post di cui si è orgogliosi, ma preferisco soprassedere.
2007/11/13 Amuleti e altre credenzeUna cosa nuova, una cosa prestata, una cosa usata e una cosa blu.
Si dice così degli accessori nell'abbigliamento di una sposa perché il matrimonio sia felice.
In prossimità di un esame, di una prova, di un qualsiasi evento in cui speriamo che la fortuna sia dalla nostra parte, ognuno di noi tira fuori un amuleto, un oggetto a cui sono attibuite proprietà quasi magiche.
Una volta, fuori la sala dove si teneva un concorso ho assistito a una scena tra il patetico e il ridicolo, un professionista quale dovrebbe essere un collega, apre la giacca e mostra con orgoglio una selva di cornetti legati all'interno che neanche il migliore Totò avrebbe potuto avere nel suo personaggio del pazzariello napoletano. Ma oltre ai sempreverdi cornetti, di corallo, d'argento, ho visto chiavi, àncore, pietre, pupazzetti, accuratamente nascosti ma pronti all'uso, almeno uno sfregamento evocativo, magari aspettandosi che si materializzi il genio della lampada.
Esistono poi tutta una serie di rituali, di cose da non fare quel giorno, o di cose da ripetere assolutamente in quell'occasione.
Io, in queste occasioni, porto sempre una cosa blu.
Nell'evenienza ho comprato un'altra maglia blu.
Napoli - 2007
2007/11/11 Me and youtubeRiprendo un post di Rosalba perché ho letto qualche giorno fa anche io, l'articolo di Gabriele Romagnoli giornalista di Repubblica, sulla youtube generation.
Lo studente pluriomicida finlandese aveva un blog, un indagato del delitto di Perugia aveva un blog, da qui partono le considerazioni su chi ha un blog, e in parallello, anzi in una concatenazione stretta, chi mette in rete filmati su youtube. Da qui l'invenzione dell'acronimo "SEM" che comprende Solitudine, Esibizionismo, Mercato, per spiegare che tutti quelli che scrivono su di un blog danno sfogo alla propria voglia di mettersi in mostra, di tenere aperto il diario della propria vita al mondo, e di cercare un'affermazione sperando di entrare nel mercato dell'editoria, dello show business.
Non so.
Io non mi sento solo, non metto filmati su youtube, scrivo cose che penso e che dico a tutti i miei familiari, amici, conoscenti. Molti di quelli che vengono a trovarmi sul blog mi scrivono in messenger, mediante messaggi o mail, a volte ci sentiamo al telefono, in qualche caso ci incontriamo, addirittura con qualcuno siamo diventati amici fraterni.
"Qualunque cosa esiste solo se può essere mostrata" dice l'articolo, io preferisco dire "qualsiasi amicizia può esistere solo se viene dimostrata". Baia - 2007
Cento campaneE' una delle mie canzoni preferite, perché mi rimanda all'infanzia televisiva, allo sceneggiato "Il segno del comando", con Ugo Pagliai e Carla Gravina. E quando mi trovo a Roma in qualche trattoria ed entrano quei cantanti che girano per i tavoli strimpellando la chitarra e cantando canzoni romane, la chiedo sempre. Solo che abitare in centro, a Napoli, in una zona ricca di chiese e conventi, la domenica è un tripudio di campane, già dalle 7 di mattina.
Siamo in uno stato laico, quindi andrebbe garantita la salvaguardia del sonno del libero cittadino.
Com'era la famosa frase.... voi suonerete i vostri cannoni, noi le nostre campane?
Cracovia - 2005
2007/11/10 Il senso del doloreNella mia ricerca di romanzi del genere noir, ultima passione, ho scoperto un nuovo Commissario, Luigi Alfredo Ricciardi.
E' il protagonista del primo di una serie, spero lunga, di romanzi gialli, uso il termine italiano stavolta, ambientati in una Napoli misera e dolente, nel periodo fascista.
La storia in sé forse non è avvincente, il solito assassinio efferato in un teatro della città, ma il libro emana il fascino della solitudine del Commissario che nasconde un segreto, vede i morti nell'attimo in cui lasciano la vita, e la vitalità del contorno di figure di varia umanità che lo circondano.
L'autore è Maurizio de Giovanni e il libro ha come sottotitolo L'inverno del Commissario Ricciardi.
Aspetto la prossima stagione.
2007/11/9 Il jeans e la modaLa moda, in termini statistici, è il valore più frequentemente riscontrato. Per cui essere di moda, può significare avere, indossare qualcosa che tanti altri portano. Nello stesso tempo la ricerca è finalizzata ad avere qualcosa che nessun altro possiede e che si può esibire tronfi. Solo che diventa sempre più difficile seguire la moda, che da un anno all'altro stringe o allarga le gambe dei pantaloni oppure alza e abbassa la vita. E l'avvento delle firme ha determinato un aumento dei prezzi inaccettabile. Per me che sono cresciuto negli anni '70 in cui i pochi oggetti di culto erano i jeans Levis, o il Wrangler o il Jeans West, quello dei tre cavalli, è assurdo pensare di pagare 180 euro per un jeans. Magari strappato ad arte e consumato a dovere, cosa che in passato ne decretava la fine, perché mica si poteva uscire con il jeans liso. Adesso riesco a fare con la pietra pomice dei magnifici effetti stone-washed. Niente paura, non mi sto trasformando in uno stilista ma un jeans con tanto di tagli, eccessivi e perciò fatti magistralmente ricucire, aveva bisogno di un piccolo intervento sulle pieghe che sembravano troppo pulite, perfette. Vienna - 2007 NdR: Ormai Nando è il mio vate, ogni conversazione è fonte di ispirazione per un post.
La testa, le bilance e i linkUn titolo per indicare tre diverse situazioni che possono non avere alcun nesso tra loro ma sono tutte relative alle ultime 24 ore.
Un mal di testa da stress, aria condizionata e stanchezza, di quelli che non passano nemmeno con una robusta dose di antiinfiammatorio.
Il peso degli anni, delle cose fatte e di quelle non fatte, tutto sulla bilancia con l'ago che si sposta verso il lato pessimista della visione della vita.
E una serie di link a delle persone che ultimamente, molto recentemente, stanno vivendo qualche momento della loro giornata con me, anche solo con un pensiero, un commento, una battuta; grazie a Nando, Michele, Rosalba, Alessandro, Alessandrino, Stefania, Marilù.
Palermo - 2006
2007/11/8 Enzo Biagi e le parole in libertàMi ero ripromesso di non farlo, ma sono stato citato per un caustico commento sul'argomento Enzo Biagi.
Lui avrebbe scritto "sono sempre i migliori quelli che se ne vanno", e poi avrebbe aggiunto un passo del Vangelo, inserito una frase di Churchill, ripreso una massima di un illuminista francese del 700 e concluso con una freddura dei fratelli Marx.
Mi dispiace ma io non faccio la fila dietro a quelli che in questi giorni si uniscono al cordoglio del mondo giornalistico per la scomparsa del dottor Biagi.
Non so se qualcuno di questi abbia letto i suoi articoli o i suoi libri.
Io l'ho fatto, o almeno ci ho provato ai tempi della sua collaborazione per il quotidiano La Repubblica. E ogni volta avevo l'impressione di un nulla, ben confezionato rivestito di una spessa dose di perbenismo. E in questo, cosa rara, mi trovavo perfettamente d'accordo con mio padre, fine lettore e acuto osservatore di politica.
Il mio punto di vita è relativo agli ultimi anni della carriera giornalistica, il meglio, probabilmente, l'aveva già dato in passato, ma per me i suoi programmi televisivi avevano un forte potere soporifero.
La libertà, le opinioni, l'editto bulgaro, tutte idee che mi trovano d'accordo ma è facile dire di no al padrone di turno, quando si hanno le tasche piene di denaro, tra una ricca buonuscita della RAI, una sostanziosa pensione e i proventi ricavati dai diritti d'autore per sè e per i suoi.
Pace all'anima sua.
Roma - 2007
2007/11/6 Il Rasoio di OccamIn un'epoca di consumismo sfrenato, nel trionfo dell'usa e getta, può essere motivo di orgoglio avere un amico che sceglie di farsi la barba con un rasoio a serramanico?
Per l'acquisto siamo andati in un negozio che vende coltelli, spade e lame, tutti oggetti di uso quotidiano (!). Così tra scimitarre, sciabole, spade da samurai, coltelli da setta indù, che solo a vederli mi veniva un brivido lungo la schiena, il bizarro venditore, rivelatosi poi un appassionato del genere, ha tirato fuori questo rasoio come una reliquia. Un vero pezzo da museo, in acciao inox, ma perfettamente funzionante. E non si poteva non comprare anche la cinghia, quella classica su cui i barbieri di una volta passavano la lama.
Già adesso che ogni tanto vado a dal barbiere per barba e baffi, abitudine che ho preso da qualche mese, sto un po' in ansia a sentire la lametta girare sulla mia faccia; con quel rasoio mi vedrei orrendamente sfigurato.
Il buon Guglielmo di Ockham direbbe che non ne vale la pena, molto più semplice usare un bilama, al massimo un trilama.
S.Maria di Castellabate - 2006
2007/11/4 Il vizietto dell'autobiografiaScrivere la propria autobiografia è uno dei vizi delle celebrità.
L'hanno fatto personaggi famosi al culmine della loro popolarità o personaggi che sono lì per avviarsi sul viale del tramonto e cercano di rispolverare i fasti del passato o almeno di trovarsi un'altra strada per un nuovo percorso artistico che consenta loro ancora un po' di visibilità.
L'ultima in ordine di arrivo è Patty Pravo con il suo "Bla, bla, bla" un'autobiografia che nasce da una lunga intervista alla cantante simbolo della trasgressione.
Ma negli ultimi anni ci hanno deliziato*:
per la categoria Cantanti: Iva Zanicchi, Albano, Vasco Rossi, Gianni Morandi;
per la categoria Attori:Lino Banfi, Rupert Everett, Rocco Siffredi;
per la categoria Attrici: Claudia Cardinale;
per la categoria Sportivi: Alex del Piero, Valentino Rossi;
per la categoria Varie: Lory del Santo, Amanda Lear, Luca Laurenti;
Una volta Gianni Ippoliti confessò di avere la raccolta completa di tutte le autobiografie dei famosi.
Che invidia!
Roma - 2007
* List in progress, in attesa di contributi. 2007/11/2 Google DanceHo ballato una sola estate.
Un'altra delle mie adorate parafrasi per dire che forse mi sono illuso sull'aumento del Page Rank.
Se qui il PR è segnato a 3, la classifica di Blogbabel mi porta a 2.
Eppure le previsioni del colonnello Salamina mi davano a 3.
Sarà l'effetto della Google dance.
E io che credevo di essere un abile ballerino!
Stabia - 2007
2007/11/1 Miracolo Page RankBastava invocarlo o evocarlo?
A pochi minuti dal post sul Page Rank, si è alzato il valore.
Da 2 a 3, che balzo! |
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