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    10/31/2008

    Qualcuno mi è solo sembrato

    L'occasione di rivedere un amico-collega a distanza di molti anni mi faceva sperare che se pure non lavoravamo più insieme e quindi non c'era più il collega, potesse essere rimasto l'amico. Quindi appuntamento per un aperitivo, perché per una cena mi sembrava troppo impegnativo, considerando che c'era stato un periodo molto lungo di assenza di rapporti.
    Cinque minuti sono bastati per capire che se non eravamo più in contatto è perché io non avevo più nulla da dirgli o meglio, non sarei stato in grado di farlo.
    Lui invece sì. Sessanta minuti interminabili, in cui i miei occhi vagavano per la sala cercando qualcosa che potesse vivacizzare il mio sguardo spento, le mascelle si serravano strette nel tentativo vano di trattenere uno sbadiglio che si mascherava dietro un colpo di tosse, la mente rielaborava monosillabi in grado di puntellare la conversazione, ma soprattutto ero costretto ad ascoltare una insopportabile fiumana di parole tecniche su strumenti, metodi e altre informazioni strettamente connesse al suo lavoro e alla sua agenda così fitta di impegni.
    Finalmente i saluti, un accenno alla situazione della sua famiglia, un brevissimo saluto alla mia e la (falsa) promessa di non far passare tanto tempo per il prossimo incontro, magari a cena.
    Forse sono stato vigliacco ma quando ho provato a dirgli che oltre al lavoro c'è tutto un mondo ho visto un attimo di sbandamento nei suoi occhi e allora ho taciuto, stavo provando pena per quella persona.  

    aperitivo2 

    10/29/2008

    Il signor Bic e il demone

    manuense2

    Come ogni meme richiede, ringrazio ancora Alberto e assegno il tema a:
    Nicola, Fabio I e Fabio IV, e pure Fabio III, Ro', Donatella, Michele, Marilù, Virginia, Ross, Lilla, JosefK, DuHangst, Nocciolina, Marco, Edo, Maria, Lea, Mariko, Giulio, Alianorah, così gli faccio prendere di nuovo una penna tra le mani e perdere un po' di tempo a scannerizzare.
    I compiti devono essere consegnati al massimo entro venerdì.
    Gli altri saranno interrogati la settimana prossima.
    E pure tu, Tribuno, all'ultimo banco, preparati che quest'anno hai l'esame.
    (Mi sa che sono posseduto da Gelminio, il demone della riforma scolastica).
     
     
    10/28/2008

    Bonjour Viet Nam (ci sono canzoni che mi commuovono)

    Gli attori più scalcagnati utilizzano il metodo della cipolla per far sgorgare le lacrime se la scena che stanno interpretando lo richieda.
    Da guitto consumato, se mi concentro, ci riesco pure io, e senza cipolla; ho il canale lacrimale a comando.
    Però ci sono delle canzoni che mi commuovono. Da qualche mese non canticchio più la canzone di chiesa "Resta con noi" (al lavoro mi era valso l'appellativo di don Mauro) perché mi rievoca l'immagine materna in maniera troppo forte e troppo presto forse.
    E da qualche giorno, a causa del nostro "interesse" in quel paese, mi commuove anche questa canzone scritta da una ragazza belga di orgine vietnamita, adottata più di vent'anni fa e dedicata a tutti i bambini vietnamiti adottati nel mondo.

    vietvio 

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    10/25/2008

    Versione riveduta e corretta

    Nei titoli di testa o di coda degli sceneggiati televisivi che adesso si chiamano fiction, ma anche nei film, tratti da un romanzo c'è la scritta "liberamente tratto". In questo modo il regista si svincola dalle restrizioni della trama e apporta le sue modifiche alla narrazione adattandola al prodotto che sta lavorando.
    Analogamente, è possibile condensare un'opera letteraria di centinaia di pagine in poche righe fruibili velocemente anche dallo studente più svogliato?
    Ecco i primi risultati di questo divertissement finalizzato a sintetizzare in poche parole "I Promessi sposi" di Alessandro Manzoni.
    Nicola:  La patata piace al ricco e al povero.
    Edo: Uno ama lei che è promessa a un altro.
    Fabio: Denuncia i soprusi che la gente comune subisce dai potenti.
    Mauro: una contadinotta preferisce sposare uno straccione invece di sistemarsi con signorotto che oltretutto sarebbe morto di peste lasciandola erede di una fortuna.
    Altre proposte?
          renzolucia 

    10/24/2008

    Certe volte mi mancano le parole

    Ho il difetto della sintesi. Questa capacità di riassumere un intero pensiero in poche parole, di condensare un concetto, non sempre è considerata una qualità.
    Un discorso, una relazione, un semplice colloquio, devono essere arricchiti da frasi a effetto, piccole digressioni, rimandi, spiegazioni, confronti, ripetizioni e figure retoriche.
    Quasi come se il mio sia un pensare per sintesi; un atteggiamento che proprio in questi ultimi tempi viene criticato associandolo alle accuse che vengono mosse ai nuovi media, soprattutto internet, perché costringe a letture brevi, passaggi veloci da una argomento all'altro con il rischio paventato di una superficialità nell'apprendimento.
    Eppure si può essere profondi senza diventare prolissi o inutilmente verbosi, e scrivere dei post che sono piccoli racconti e che fanno nascere grandi discussioni. Per questo ringrazio Pitagora e i suoi discepoli, filosofi e altro.
    Ho scritto troppo ma avrei voluto dire di più.

    farf 

    10/22/2008

    Saviano sintió la necesidad de contarla

    Ci sarebbe da prendere le distanze da quella che è La peggio gioventù ma soprattutto da quella che si potrebbe definire La peggio vecchiaia.
    Ma ce ne sono tanti che hanno scelto Roberto Saviano come simbolo e si organizzano a sostegno della sua attività di denuncia perché possa continuare e non diventi un'altra vittima; su Facebook sta girando da qualche giorno un invito ad associarsi alla causa "Tutti con Roberto Saviano".
    E a proposito di Saviano e del suo coraggio: Tribuno invita a lasciare una firma sul sito di Repubblica.
    E' questa la meglio gioventù.
    saviano

    10/21/2008

    Vent'anni dopo (momento egocentrico)

    Non sarà stato un ventennio pieno di avvenure e colpi di scena come nell'omonimo romanzo di Dumas, né per fortuna un ventennio tragico come quello fascista ma oggi entrando di nuovo nell'aula magna dove mi son laureato quasi venti anni fa (poche settimane all'anniversario) questo periodo mi è sembrato per la prima volta lunghissimo e ricchissimo. Sono accadute tante cose in questo tempo, soprattutto dal punto di vista lavorativo, in un percorso tortuoso e accidentato.
    Ma per la prima volta, dopo tutti questi anni, sono riuscito a entrare a testa alta. 
    Grazie a me stesso.

    laurea

    10/20/2008

    Pochi ma buoni

    Via i falsi contatti.
    Via i mitomani e i malati di protagonismo.
    Via le finte corrispondenze.
    Qui c'è posto solo per pochi, scelti, sicuri, amici.
    Anche se non ci sentiamo o ci scriviamo spesso, per qualcuno quasi mai, ma ci sono, ci siamo.
    A volte partono, a volte ritornano, a volte scompaiono per settimane, mesi, ma l'amicizia non è una rata da pagare, non ha una scadenza da rispettare.

    Questo post dimostra ulteriormente la mia capacità di contraddirmi.

    paletta 

    10/17/2008

    Impatto zero fin nell'intimità

    Ho letto che si sta diffondendo sempre più la scelta di vivere a impatto zero e che si stanno progettando case e città a impatto zero.
    Ho letto che si può vivere tendendo all'impatto zero.
    Sto provando a vivere a impatto zero.
    Ho abolito le stoviglie di plastica, non compro quotidiani per non accumulare carta, invece di accendere il riscaldamento indosso un maglione in più, tengo chiuse le finestre d'estate per non fare entrare aria calda e non avere bisogno del condizionatore, cerco di consumare meno acqua, mi lavo con un filo d'acqua e soprattutto con acqua fredda, sto passando alle lampadine a basso consumo, spengo tutti gli elettrodomestici in stand-by, cammino per casa al buio.
    Ma alla carta igienica no, non posso rinunciare.
    E soprattutto non posso vivere in una città dove mi impediscono di prendere l'auto quattro giorni lavorativi su cinque!

    lamp

    L'assistente di Archimede Pitagorico nel suo nuovo look

     
    10/16/2008

    Lei duetta da sola

    Ogni volta che due cantanti si esibiscono in un duetto, la fantasia ci fa immaginare il loro incontro, le prove assieme, le risate, la complicità, tutti fattori che concorrono alla creazione di un prodotto che trasmetta il senso della fusione tra due anime artistiche.
    Potrebbe essere anche il caso della signora Vanoni Ornella in arte Ornella Vanoni che in questi giorni pubblica una sua raccolta di duetti con cantanti italiani. L'album si chiama "Più di me", titolo che  ricorda un suo duetto con Gepy il cantante oversize in salopette (era il 1976). Ma la notizia clamorosa è che uno di questi duetti sarebbe stato realizzato addirittura con Mina, sua rivale storica e quindi c'era grande aspettativa e curiosità attorno all'evento.
    Stamattina però alla radio ho sentito la notizia che il prodotto sia solo un artefatto di laboratorio, una produzione di studio ottenuta mescolando le due voci che hanno cantato separatamente la loro parte.
    Ed è svanito tutto l'incanto.
    gepy
     
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    10/15/2008

    Vamos a chupar

    Il lavoro che svolgo mi obbliga ad avere un continuo aggiornamento sulla legislazione nel settore della sicurezza alimentare e quindi spesso sfoglio il sito della Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea alla ricerca di novità e modifiche di normative.
    Capita così di imbattermi in strambe direttive o curiose decisioni come questa ultima che ho trovato oggi: Decisione della Commissione dell’11 marzo 2008 che modifica la decisione della Commissione del 10 maggio 2007 relativa alle misure C 1/06 (ex NN 103/05) adottate dalla Spagna in favore di Chupa Chups.
    Letta così sembra che i parlamentari europei perdano il loro tempo a arrovellarsi sul sapore dei lecca-lecca o sul colore o sulle confezioni.
    Però poi indagando ho scoperto che questi chupa-chups sono un orgoglio nazionale, che i creatori erano una importante famiglia spagnola, proprietaria tra l'altro della meravigliosa casa Battlò disegnata da Gaudì a Barcellona, e che il logo l'ha ideato Salvador Dalì.
    Insomma i lecca-lecca sono patrimonio artistico e come tali vanno tutelati e quindi l’aiuto di Stato di 800.000 euro concesso sotto forma aiuto regionale è compatibile con il mercato comune.
    Potremo continuare a chupar (leccare) ancora!

    chupa

     

    10/13/2008

    Una serpe in seno

    Il pitone è un grosso serpente capace di avvolgere nelle proprie spire la preda e stritolarla; per fortuna non capita facilmente di trovarsi nella jungla e rischiare la pelle.
    Può capitare però di dover subire un abbraccio molto vigoroso, quasi violento, da togliere il respiro, sentire un piccolo crac e credere che si sia spezzata la penna che avevi nel taschino . Invece non c'era nessuna penna, era solo una costola che cedeva.
    Se poi chi ti ha stretto, l'ha fatto in un moto d'affetto, ed è il tuo capo e si chiama proprio come la specie animale a cui appartiene il pitone, sei costretto a tacere e soffrire in silenzio.
     

                     gabbia2

     

    10/11/2008

    Lodi Lodi Lodi

    La questione non è politica.
    Il lodo Alfano è proprio una brutta cosa: garantisce l'immunità alle 4 cariche piu' alte dello Stato, violando l'articolo 3 della Costituzione secondo cui tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge.
    Da oggi parte una raccolta firme per il referendum sulla sua abrogazione.
    Grazie a DuHangst che sulle pagine Sdreng me l'ha segnalato, indicandomi pure dove trovare il banchetto per le firme.
    La mia è tra le prime.
                                                                         totòdipietro
     
    10/9/2008

    Lesbabbione

    In principio era Madonna con i suoi baci a Britney Spears e Christina Aguilera, in una storica esibizione agli Mtv e poi a una sua ballerina sul palco a Parigi.
    Adesso la trasgressione lesbo-chic è arrivata anche in Italia, con Raffaella Carrà (65 anni) che ha ballato un "sensualissimo" tuca-tuca con Patty Pravo (60 anni).
    Scene da balera di periferia.

    carrà2

    10/8/2008

    Tango delle cap(in)ere

    Una ammissione di napoletanità da uno che critica in continuazione vizi e difetti dei propri concittadini è un altro modo per contraddirsi e rovesciare le opinioni.
    Tutto si riconduce alla curiosità di cui ho fatto pubblica ammissione, e con qualcuno scherziamo sul fatto che sembro una comare, perché mi piace sapere fatti e storie di persone, soprattutto se le conosco, anche solo tramite blog. Ma la mia è una curiosità fine a sé stessa, le notizie vengono fagocitate dalla mia mente e archiviate senza essere riportate oltre.
    Così, come ha immaginato Donatella, mi capita spesso di vivere scene tipo quella del cavalluccio rosso nel film "Così parlò Bellavista" (citato anche da Federico), dove attorno a un episodio di tentativo di furto, si raccoglie una folla sempre più numerosa.
    E io, infatti, non resito, se vedo un capannello di gente, un crocchio anche virtuale, mi devo avvicinare, scoprire le cause dell'assembramento, magari scambiare qualche parola, qualche frase fatta, tipica della situazione che si sta consumando, partendo dalla classica "nè scusate... ma che è stato?"
     
    Di solito, dall'altro lato della strada c'è mia moglie che mi fa segno di allontanarmi da lì, e presto.
     
    specchietto 
     
    10/7/2008

    Una battuta (non) è per sempre

    Qualche anno fa bastava dire "effetto sassofrasso" per scatenare ilarità generale;
    adesso se lo dici, gli altri ti guardano attoniti.

    carinzia 

     
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    10/6/2008

    Paese che vai

    All'inizio della stagione televisiva, sono immancabili le liti verbali tra conduttori che si rinfacciano programmi triti e ritriti, mancanza di nuove idee e di coraggio.
    Ci sono programmi che si ripetono immutabili da anni, giunti ormai alla ennesima edizione che alla fin fine potrebbero mandare in onda anche una puntata di dieci anni prima, tanto non se ne accorgerebbe nessuno. Ma questo l'ho già detto forse, mi starò sclerotizzando anche io.
    Non ho detto però che all'estero la situazione non è tanto migliore; in Spagna, che produce numerosi format dai Cesaroni a Un medico in famiglia, nella settimana che son stato lì, facenzo zapping ho visto passare: la signora in giallo, chi vuol esser milionario, cuochi a tutte le ore, una specie di vita in diretta, il commissario rex abbaiare in spagnolo e un camera café con i personaggi praticamente identici alla versione italiana, tanto che mi è venuto da pensare ma perché non la comprano così com'è e la doppiano solamente?
    In Portogallo invece ho visto un Albano balbettare quattro parole in spagnolo, ignaro che lì non lo parlano.
    Non ho visto invece la reìna, la nostra Carrà, l'icona che ormai imita sé stessa, anzi le sue imitatrici, tra improbabili abiti che nemmeno Carmen Miranda avrebbe indossato e mosse che riescono meglio alle peggiori drag-queen. Eppure per me, che ancora mi chiedo come facessero a rimpicciolirla per farle interpretare maga Maghella, era un mito anzi lo è tuttora.
    carrà
     
    10/5/2008

    C'è ancora tempo per tutti

    La legge è uguale per tutti, tranne che per quattro (le alte cariche dello stato).
    Perciò se per il signor R.Bossi, dopo il ricorso al Tar per via della bocciatura, il Ministero della Pubblica istruzione riconvoca gli esaminatori, penso che a questo punto si dovrebbero ri-esaminare tutti i bocciati degli ultimi 50 anni almeno.
    Qualcuno si indigna, io invece sto pensando di fare ricorso perché in III liceo sono stato rimandato a settembre, in filosofia.

    aristotele

     

    10/4/2008

    Duello tra Commissari

    Ne avevo già parato in passato. Da qualche anno sono diventato un lettore di romanzi gialli, o noir come si dice adesso.
    Il dramma che si sta consumando ultimamente, è un duello tra il commissario Montalbano e il suo collega d'oltralpe Adamsberg, protagonista dei libri di Fred Vargas. Perché mentre il primo ormai affaticato da tante storie e soprattutto dall'avanzare dell'età del suo creatore, si sta indebolendo come figura, il secondo pur essendo l'autrice molto meno prolifica, sta scalando posizioni nella mia classifica personale di gradimento perchè le sue storie sono avvincenti e affascinanti.
    Con una efficace mossa pubblicitaria, la casa editrice ha inserito un volantino  nell'ultimo libro della Vargas, pubblicato in agosto "Un po' piú in là sulla destra" annunciando per aprile 2009, l'uscita in Italia dell'ultimo romanzo con protagonista il commissario Adamsberg, "Un luogo incerto" che in Francia è uscito a giugno.

    Resto in trepidante attesa.

    impronte

    Mentre scrivevo questo post mi è arrivata una mail del "Camilleri fans club" che mi annuncia l'uscita per il 23 ottobre del nuovo romanzo del Commissario Montalbano, "L'età del dubbio" (Sellerio) in cui Camilleri scava più intensamente dentro i sentimenti del suo sbirro.

    La lotta continua.

     

    10/3/2008

    L'eredità

    Le colpe dei padri non ricadano sui figli.
    Non ricordo se sia la Bibbia la fonte di questo ammonimento che spesso viene disatteso. Ma l'estenderei anche al concetto "i lavori dei padri non ricadano sui figli". Penso a tutti quei figli d'arte che hanno voluto seguire le orme paterne o materne lanciandosi senza fortuna nel mondo della musica, dal figlio di Modugno a quello di Mina, dal figlio di Morandi alle figlie di Albano per non parlare del figlio di Celentano, e l'elenco sarebbe lunghissimo. La cosa strana è che invece i figli degli attori hanno più successo, magari il talento musicale non è ereditario mentre quello drammatico sì.
    Forse è una via comoda, percorrere l'iter professionale dei genitori, e sicuramente medici, avvocati e simili avranno vita facile se alle spalle c'è già uno studio avviato o una posizione ben consolidata. Ovviamente io, per contraddire sempre, ho scelto di fare un altro lavoro, così come avevo scelto di fare studi diversi da quelli che loro avevano in mente. E son contento così, almeno posso prendermela solo con me stesso.
    Perché, come dice il dottor Di Lieto, la rovina dei figli sono i genitori.

     

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