![]() |
|
Spaces home Frammenti del MaumozioPhotosProfileFriendsMore ![]() | ![]() |
Frammenti del Maumozioil difficile restauro di una statua senza testa
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
5/11/2008 Meme propositivoL'ultimo meme a cui sono stato invitato è particolarmente difficile, richiede una grossa assunzione di responsabilità. Marco, infatti mi chiede di dare un consiglio, proporre una soluzione, lanciare le basi per una nuova legge, suggerire un'idea ai nostri politici.
In effetti oltre a non sentirmi in grado di fare il ministro non saprei nemmeno fare il politico.
L'unica richiesta che potrei fare è recuperare l'insegnamento dell'educazione civica dalle scuole, dove forse sulla carta c'è ancora ma che in pratica nessuno studia, e trasferirlo nella società. Lo renderei obbligatorio con tanto di esame finale, dopo un percorso di parecchio tempo in cui ogni cittadino venga seguito nei suoi comportamenti e debba dimostrare davvero di essere degno di vivere in un consesso civile. Ovviamente l'esame andrebbe ripetuto ogni cinque anni perché le brutte abitudini si prendono facilmente.
Mi rimane il problema dei bocciati: che ne faremmo?
Infine, mi tocca coinvolgere altri sventurati ai quali chiedere la loro proposta e poiché sono per le quote rosa, invito Stefania (Lilla), Ross (Roxane) e Rosalba (Virginia). E pure Marilù, Ro', Maria, Mariko, Silykot, Padmani, Perlina.
5/10/2008 Madri della patriaI partiti politici della nostra Repubblica, la prima e la seconda, avevano i padri spirituali, erano quelli che avevano fatto la resistenza, partecipato alla Costituente, scritto la Costituzione, insomma avevano ricostruito l'Italia, dopo il disastro del fascismo e della guerra. E c'erano pure le madri, figure elevate di eroine partigiane o politicamente impegnate, giornaliste o scrittrici, donne attive nel sociale, tutte rigorosamente di sinistra o dell'area cattolica. A destra il vuoto assoluto. Tranne una, la vedova Almirante. Ormai non c'è avvenimento di cronaca o politico in cui donna Assunta non sia chiamata a dire la sua. La grande vecchia, che adesso comincia pure a comparire in tv, consiglia, bacchetta, invita, ricorda, spiega, argomenta; ultima custode dell'ideologia fascista. Speriamo davvero che sia solo un residuato bellico.
5/8/2008 Vocazione da ministroMalgrado sia ancora vivo il ricordo dell'incompetenza di molti ministri nei precedenti governi, dalla prima alla seconda repubblica, possiamo ancora meravigliarci dei componenti del nuovo governo che oggi hanno giurato al Quirinale.
Io non so se sarei capace di fare il ministro.
Così di punto in bianco lasciare il proprio lavoro e assumersi un carico di responsabilità così grave in alcuni casi, che mica è facile da reggere. Non è per codardia ma davvero non saprei come e da che parte cominciare.
D'accordo che basta poco per diventare ministro, non sono richieste grande esperienza nel settore né un'età troppo avanzata, anzi. Tuttavia occorre far parte dell'inner circle, così da essere scelti tra i fedelissimi, poi basta eseguire le volontà del capo. Per la pubblica amministrazione, per la gestione dell'attività quotidiana, non resta che affidarsi ai soliti funzionari del ministero, perchè come recita un vecchio adagio "i ministri passano, i funzionari restano".
5/6/2008 Raccolta differenziataNon è che io non voglia farla.
La buona volontà ce l'ho, ma ogni volta che parto da casa e percorro quei tre-quattrocento metri per raggiungere le campane, le trovo sistematicamente traboccanti, circondate tutto intorno da una marea di bottiglie e altri oggetti in plastica. L'ultima volta, dopo tre volte che avevo fatto questo tentativo, ho sbattuto la mia busta con la plastica a terra e me ne sono andato.
Per la carta invece, dal momento che i miei condomini non sanno nemmeno cosa sia la differenziata e quindi non abbiamo il bidoncino bianco in dotazione al nostro palazzo, in un primo momento raccoglievo giornali e riviste e li abbandonavo nottetempo nel bidone del palazzo affianco al mio, poi ho deciso di eliminare il problema alla radice: ho smesso di comprare quotidiani.
5/4/2008 Un corpo più che un'animaLa televisione degli ultimi anni ha permesso a tutti, o quasi, di soddisfare la voglia di protagonismo, direi l'esibizionismo di molti. In tutti i programmi da quelli verità ai reality, la gente comune è la vera protagonista a scapito dei professionisti dello spettacolo, gli artisti che almeno una cosa la sanno fare bene.
L'appuntamento con Spencer Tunick, il giorno 11 maggio 2008 a Vienna, dà un'ulteriore opportunità a questa smania di partecipazione. Si ha la possibilità infatti, di entrare a far parte di una installazione artistica collettiva, di quelle per cui l'artista newyorkese è ormai famoso.
Non ci sono limiti al numero di partecipanti.
L'unico requisito è presentarsi nudi.
5/2/2008 Ho visto servizi che voiAvere una compagna biologa e soprattutto fissata con l'igiene, mi ha portato a essere più attento alle condizioni igienico-sanitarie dei posti dedicati alla ristorazione, siano essi bar, ristoranti o tavole calde.
Nel tempo poi abbiamo adottato e sviluppato il concetto che le toilettes sono il biglietto da visita di un locale pubblico, per cui appena metto piede in uno di questi posti vado a visitarle. Basta un'occhiata ormai per individuare i punti critici, dalla mancata separazione uomini/donne che ancora persiste in molti posti all'assenza di sapone, teli o altri dispositivi per asciugarsi le mani, alle carenti operazioni di pulizia e disinfezione dei servizi. E questo incide non poco sulla valutazione complessiva del locale; ho visto i migliori ristoranti nascondere delle toilettes anguste e maleodoranti e per fortuna, ho visto sale da bagno spettacolari, ampie, con mosaici alle pareti, profumo di pulito e un'atmosfera asettica.
Un ultimo ostacolo da superare, aprire la maniglia della porta senza toccarla, è un ricettacolo di germi.
Technorati Tag: toilette,ristorazione 4/30/2008 Non capisco perché tutti quanti continuano insistentemente a chiamarmiDonatella,
cantava la Rettore, la cantante più tamarra d'Italia, famosa per le sue liti con la Berté e con Marcella, che dal canto suo voleva essere chiamata solo col nome e invece tutti a chiamarla Marcellabbella tutto attaccato.
A me invece, sta capitando ultimamente, di essere chiamato Michele o Nando, segno di una ambigua identificazione di noi tre; e confesso che la cosa mi urta un po', considerata la mia estesa suscettibilità.
D'altra parte nel costituire il trio, ciascuno di noi ha apportato il contributo delle proprie caratteristiche che hanno arricchito il gruppo ma che nello stesso tempo hanno provocato una diluizione delle peculiarità.
Certo nessuno distingue i tre fratelli Marx, o i tre re Magi, o Qui da Quo e da Qua, però dei tre tenori tutti sapevano chi era Pavarotti o in Aldo, Giovanni e Giacomo tutti distinguono Aldo ma nessuno può incontrare Massimo Lopez e chiamarlo Tullio.
Comunque io sono quello fico, a detta dell'oroscopo vegetale.
4/29/2008 Gioco dell'oca4/28/2008 Del variabile concetto della filaLa diffusa mancanza di ordine a Napoli mentre si fa una fila in coda a una cassa o a uno sportello postale è una idea, forse un luogo comune che caratterizza in negativo ulteriormente la città. Certo, la fila mentre negli altri paesi, nelle altre città, si snoda come un serpente, a Napoli si apre come la ruota di un pavone, nel senso che i nuovi arrivi si dispongono a raggiera, così che la comunicazione verbale risulti facilitata, c'è sempre qualcuno che inveisce contro il sindaco, contro gli statali, contro il governo e da lì parte un chiacchiericcio infinito. Di solito, io li stronco con una occhiata fulminante di disprezzo.
Però c'è da dire che c'è un posto a Napoli dove tutti si mettono rigorosamente in fila per due e non c'è verso che qualcuno possa passare avanti: le scale mobili della metropolitana. Hai voglia a dire che a Milano son tutti ordinati sulla destra e chi va di fretta sale o scende di corsa sulla sinistra, qui da noi non si scherza, la fila va rispettata!
4/27/2008 Mi piace...A distanza di pochi giorni l'uno dall'altra sia Giulio che Perlina mi hanno coinvolto nel nuovo meme anzi nella versione leggermente modificata di un vecchio meme che gira per la blogosfera: bisogna citare sei cose che amiamo ed il perché, e poi a seguire in breve le regole, per cui inserire il link di chi ce l'ha passato, nominare qualcun altro e avvisarlo con un messaggio.
Il problema è che io non riesco a pensare a sei cose sei che mi piace fare, potrei dirne cento e nessuna, per alcune sarei ovvio e banale, per altre incredibile e soprattutto volubile, nel senso che cambio idea e gusti di continuo. Tranne che per alcuni punti fermi. Anche se poi certe cose rischiano di diventare dei difetti.
Alla fine ho deciso di considerare solo il piacere legato al cibo, per cui le sei cose che mi piace fare sono:
Adesso convoco una vagonata di persone così si impegnano a scrivere un nuovo post, sempre che lo vogliano: Nando, Michele, Maria, Virginia, Enripoppins, Lilla, Donatella, Mariko, Rò, Fabio, Roxanne, PaoloIanni, Federico, SoleLuna, Marilù, Gian, Alessandro (Bitta), Nicola, Lea, Fede (LouSedgwick), Micky, Tribuno, Nidial, Seclet. Manca qualcuno?
|
Frammenti sparsi
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|